| SERIE A |
Bonaventura, il Milan e l'incontro di catch: top e flop del campionatoFonte: TMW Game, set, match non ancora. La Juventus si arena sul più bello, costretto al pari da un Napoli che nel primo tempo rischia d'affogare, salvo poi rivoltare come un guanto la partita nella ripresa. Dzemaili manca il colpo per riaprire il campionato, ma sette lunghezze per arrivare al primo posto a 11 giornate dalla fine sembrano effettivamente troppe da rosicchiare. Champions permettendo. Corsa all'Europa che conta che s'infiamma: vincono Milan, Inter e Fiorentina, perdono Lazio e Catania: si prospetta una volata finale entusiasmante, occhio alla Roma. In coda giochi quasi fatti, con l'Atalanta che si porta a più nove da Pescara e Siena (ma salgono a più dieci per lo scontro diretto con i bianconeri). I top Jack Bonaventura - Un girone fa, proprio contro il Siena, aveva iniziato dalla panchina. Entrato nella ripresa aveva dato la vittoria con una bella conclusione dal limite dell'area. A questo giro parte da titolare e fa capire dopo tre minuti qual è l'antifona: ricominciare subito da dove aveva finito. La seconda realizzazione è un altro gioiello, perché in pochi si sarebbero presi la responsabilità di calciare da posizione così defilata, mandando sul secondo palo senza intoppi. La salvezza dell'Atalanta passa dai suoi piedi.
Il Milan - Vero è che l'espulsione di Candreva ha spianato la strada, ma i rossoneri - pur senza Balotelli - dimostrano ancora una volta il grande lavoro svolto da Massimiliano Allegri nel corso di una stagione che era partita per essere disgraziata. L'aggancio al terzo posto, divenuto realtà sabato sera, è però solo l'inizio di un altro campionato, più semplice per risultati ma al contempo più complicato da gestire. A proposito di gestione, settimana prossima c'è il Barça... Rodrigo Palacio - Entrare, servire un assist a Ricky Alvarez, mettere dentro due gol. Cambiando la faccia di una squadra. La Joya di Bahia Blanca distrugge i connazionali del Catania, mandando l'Inter dall'inferno al purgatorio del quarto posto (a una lunghezza da Lazio e Milan). La domanda però sorge spontanea: perché Rocchi? I flop L'incontro di catch - Napoli-Juventus è stata una gara fin troppo pompata. Ok, Scudetto in palio (a dodici giornate dalla fine?). Ok la rivalità, ok gli sfottò. Non molto ok i pullman assaltati, gli scontri, le auto bruciate. Bellissima invece la coreografia della curva napoletana. Rimanendo però a ciò che è successo sul campo, è davvero noioso dovere assistere, a ogni calcio d'angolo, alla fagiolata in area che ne consegue. Chiellini che strattona Cavani (e poi gli tira i capelli), l'uruguagio che risponde con una gomitata da cartellino nero e che si vede sventolare solamente il giallo. Il calcio è un gioco maschio, d'accordo, ma sarebbe il caso di incominciare a dare rigori come si darebbero falli a metà campo. Quello su Lichtsteiner è plateale, se gli arbitri di porta non vedono certe cose era davvero il caso di utilizzarli? Il Catania - Non sarebbe da inserire nei flop perché per un tempo è sembrato un piccolo Barcellona. Il problema è che nella seconda frazione è apparso l'attuale Barça, squadra che non riesce a vincere una partita negli scontri diretti dal Milan in giù. Scherzi a parte, la squadra siciliana è da applaudire per il primo tempo, quando l'Inter poteva affondare e solo un grande Handanovic ha salvato. Al cinquantesimo lo sloveno spara altre due grandi parate (su Bergessio) e poi è Palacio show. Ma le partite vanno chiuse. Antonio Mirante - Condensa un anno di errori in due partite, con il Catania e ieri: l'uscita sciagurata su Icardi porta all'ennesima sconfitta immeritata dei ducali, che davanti sbagliano davvero di tutto. Riguardando l'azione sembra l'uscita di Zenga su Caniggia, nei mondiali 1990.
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