© foto di Alberto Mariani/TuttoAtalanta.com
|
Mino Favini, scopritore di Giampaolo Pazzini, ha detto la sua sul momento magico dell'attaccante rossonero e ha svelato un aneddoto riguardante la sua abilità nel gioco aereo.
Mino Favini, Pazzini segna due gol e zitto zitto si porta a 12 reti in 21 partite.
“Ogni tanto Pazzini si ferma e cominciano le critiche. Dicono che non fa gol e le solite cose. Poi si riprende, segna a raffica e torna in auge. Pazzini è un giocatore d’area di rigore, ha sempre fatto e sempre farà gol. Magari non soddisferà mai pienamente i tifosi per la partecipazione al gioco, ma lui è così: è un uomo d’area e il Milan ha trovato quel che cercava. Ora i numeri stanno dando ragione e i numeri dicono sempre la verità”.
Da inizio stagione, poi, c’è il paragone con Cassano su chi ci ha guadagnato nello scambio. Finora Pazzini ha fatto più gol.
“Il paragone però non si può fare. Sono due giocatori che giocano in modo diverso. Pazzini è nettamente più goleador di Cassano, che al contrario è più assist-man”.
Intanto il Milan ha preso anche Balotelli. Crede ce ne fosse bisogno?
“Ho molto rispetto per il Balotelli calciatore, anche se fa tribolare costantemente. E comunque in area di rigore non so mica se è Balotelli è più forte di Pazzini. Per me Giampaolo è abile come pochi in area, ha un modo diverso di cercare la palla, va incontro la traiettoria e stacca per dare forza al colpo di testa. Già qui non è che Balotelli non sia bravo di testa ma Pazzini è un’altra cosa”.
Eppure fino a non più tardi di una settimana fa si parlava di Pazzini alla Sampdoria. Ora di rinnovo col Milan.
“Ho letto anch’io, ma d’altronde il calcio è fatto di queste cose. Sono contento per Giampaolo che sta dimostrando e ha dimostrato le sue qualità. Se gli rinnovano il contratto sarà un importante attestato di fiducia”.
Ultima cosa: l’abilità di Pazzini nel gioco aereo non lascia indifferenti. Lei che lo ha visto nascere calcisticamente, ci dica come ha fatto a migliorarsi così.
“C’è una ragione importante: il Margine Coperta, ossia la squadra legata all’Atalanta dove è cresciuto Giampaolo. E lì c’è un metodo antico che si usa ancora: la forca. Si tratta di un palo piantato ai bordi del campo, con un filo che mantiene sospeso il pallone giusto all’altezza per colpirlo di testa e il pallone oscilla. Non è facile colpirlo, ma lì impari. Questo è un vecchio gesto di preparazione che si è dimenticato nel tempo, ma che al Margine Coperta è rimasto e Giampaolo si è allenato molto con questo sistema. E come potete vedere ha funzionato!”.
