Domenica 10 aprile 1993, per la 27° giornata del campionato di serie A 1992 - '93, è in programma Atalanta - Pescara.
La stagione del Delfino è ormai compromessa, con la squadra ad un passo dalla retrocessione. Da tre turni siede in panchina Zucchini, subentrato a Galeone, che è ancora alla ricerca della prima vittoria, mancante da metà febbraio (2-0 interno al Brescia). Per l'occasione, l'allenatore ferrarese rilancia Savorani in porta, conferma l'esperienza di Dunga a centrocampo (che ingaggia in mediana un affascinante duello brasiliano con il connazionale Alemao) ed in avanti si affida al duo Compagno - Massara.
Sta decisamente meglio l'Atalanta, anche se l'ambiente bergamasco è turbato da voci che vedrebbero un divorzio a giugno con il tecnico Lippi, che può contare su una classifica tranquilla ed in attacco giocatori talentuosi del calibro di Rambaudi e Ganz. Sotto una fredda pioggia battente, l'Atalanta va subito in avanti per togliersi immediatamente il pensiero e Rambaudi costringe prima De Juliis ad un pericolosissimo "autopalo" e poi Alfieri a salvare sulla linea. Passato il brutto quarto d'ora, il Pescara prende coraggio e passa addirittura in vantaggio con un missile di Allegri dal vertice dell'area di rigore che trafigge Ferron sul primo palo. Gli orobici ovviamente non ci stanno, reclamano il rigore per un contatto sospetto tra De Juliis e De Agostini e riprendono il controllo delle operazioni sfiorando il pareggio con Minaudo e Rambaudi.
Forte dell'1- 0, il Pescara interpreta il secondo tempo al meglio, sfruttando in contropiede gli spazi che l'Atalanta lascia inevitabilmente per cercare di riagguantare il punteggio. Massara e Dunga sfiorano la traversa, Allegri chiede un rigore dopo essere stato travolto in uscita da Ferron ed il gioco lievita, mentre l'Atalanta appare stanca e dalle idee nebbiose. Purtroppo per il Delfino, però, Lippi fa saltare il banco togliendo un difensore, Codispoti, ed inserendo un centrocampista offensivo, Rodriguez, che nel giro di due minuti mette davanti alla porta Minaudo e Ganz che non sbagliano e ribaltano incredibilmente il risultato sul 2 - 1.
A Massara nel finale tocca pure improvvisarsi portiere, essendo stati esauriti i cambi, dopo l'espulsione di Savorani (fallo da ultimo uomo su Valenciano). Ma non succede più nulla e così il Pescara torna a casa con una sconfitta immeritata e tanti complimenti che costituiscono il classico pugno di mosche in mano!
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