Confermato il summit dopo la partita di domenica con l'Atalanta. Il feeling reciproco non garantisce il rinnovo del contratto all'allenatore Sartori: «La nostra opzione scade a metà giugno: non c'è alcuna fretta». Praticamente esauriti gli impegni del campo - solo la gara con l'Atalanta separa il Chievo dal rituale rompete le righe - il rebus in via Galvani ha il nome e il cognome di Eugenio Corini. Va o resta? Saluta o rinnova? Nessuna anticipazione, nessun sussurro significativamente credibile. Eppure tutto o quasi ruota attorno al tecnico. L'interesse dei tifosi, gli sviluppi della prossima campagna acquisti. Che restano il vero nodo sul quale si gioca la guida della squadra. Lui, il Genio, l'ha spiegato domenica al termine della partita col Torino: «Ho in mente un progetto tecnico-tattico ben preciso. Lo esporrò alla dirigenza, ci confronteremo».  Poche parole senza precisi contorni, ovviamente. Nel senso che i profili dei giocatori che Corini vorrebbe nel suo gruppo, dal prossimo luglio, lui si è guardato bene dal renderli noti. Normale. Probabile che l'idea di fondo sia quella di innestare qualità e correggere un assetto troppo sacrificato all'equilibrio difensivo. Il pensiero sarebbe quello di costruire un calcio più propositivo, meno speculativo. Quella almeno è la filosofia di fondo dell'allenatore bresciano. Che quando cita Delneri, uno dei suoi maestri, e il suo calcio totale, ha un lampo che gli accende lo sguardo.

Sezione: L'avversario / Data: Gio 16 maggio 2013 alle 17:30 / Fonte: Itasportpress.it
Autore: Redazione TA / Twitter: @tuttoatalanta
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