Il capitano del Torino, Rolando Bianchi, ieri sera autore dell'ultimo suo gol in maglia granata, si è presentato ai microfoni di Sky Sport per raccontare l'addio dalla società granata: "Cinque anni a Torino non si dimenticano tanto facilmente. Sono orgoglioso di aver vestito questa maglia e di averla portata con onore. Ringrazio tutti i compagni che ho avuto e tutte le persone del Torino con cui ho lavorato; per me sono state importanti e mi hanno fatto capire cosa vuol dire giocare nel Toro. Vedere i miei genitori emozionati è una sensazione indescrivibile; per me è un motivo d'orgoglio averli fatti emozionare. Dove giocherò? Ho aspettatto fino adesso per rispettare i miei tifosi perchè loro sono speciali. Adesso valuterò quale sarà la destinazione migliore. Voglio ancora divertirmi dopo due anni difficili e giocare come piace a me. Ventura? E' una serata talmente bella dove non voglio far polemiche, anche se mi sembra abbastanza chiaro che non mi vuole a Torino". Di seguito, altre dichiarazioni rilasciate in mixed zone e raccolte da Torinogranata.it.
Forse si aspettava un addio non nel silenzio sul rinnovo o meno del contratto?
“Prima di tutto ci terrei a ringraziare tutte le persone che ieri sera sono venute e mi hanno applaudito perché mi hanno veramente emozionato. E’ ovvio che non mi sarei mai aspettato un addio così nel silenzio, che dire … sono rammaricato e dispiaciuto perché oramai Torino la sentivo mia come città e ambiente e la maglia la sentivo addosso. Ringrazio tutti perché vestire questa maglia e avere l’onore di indossare la fascia da capitano per me è stato veramente motivo di grandissimo orgoglio. Spero che il Toro possa avere grandi successi. Ci terrei a ringraziare tutti i miei compagni perché dal primo all’ultimo, in questi cinque anni, mi hanno permesso di entrare nella storia del Torino e questo per me è qualche cosa di eccezionale. Vorrei anche ringraziare tutte le persone che hanno lavorato per il Torino dai fisioterapisti, ai dottori, ai preparatori, ai magazzinieri e in particolare Tony (Vigato, ndr) che è veramente lo spirito Toro, è il Toro nel nostro spogliatoio ed è la persona che mi ha insegnato ad amare questa maglia e per questo lo porterò sempre nel mio cuore. Porterò sempre con me questa serata finale”.![]()
Ci sono delle spiegazioni sul perché è andata a finire così?
“Penso che le spiegazioni siano arrivate ieri sera: chi non mi voleva ha fatto di tutto per ….”
Pensava che nell’ultima partita sarebbe partito fra i titolari?
“Me l’aspettavo sì, quindi si capisce ….”.
Al suo ingresso in campo Ogbonna si è tolto la fascia da capitano e gliela ha data.
“Angelo è un amico e il suo è stato un gesto bellissimo e spero per lui che possa fare grandissime cose a Torino magari”.
Ha segnato 77 gol in 180 partite ed è entrato nella top ten dei bomber granata di tutti i tempi, anche economicamente lasciarla andare via da svincolato non ha senso e risulta che da un anno e mezzo nessuno abbia parlato con lei del contratto.
“Non ho avuto nessun tipo di contatto, anzi mio fratello (il suo procuratore, ndr) aveva chiamato il presidente per chiedergli se all’allenatore interessavo come giocatore oppure no e non abbiamo ricevuto nessuna telefonata di risposta. Quindi penso e deduco quello … non so …. non so come possa essere finito tutto così … sono rammaricato”.
Quando ha capito che sarebbe finita così?
“L’avevo già capito da un po’ perché quando non senti nessuno e alcuni fanno fatica anche a salutarti si capiscono tante cose. Di carattere sono sempre stato una persona chiusa e riservata e magari al presidente ho dato un’impressione diversa da quello che sono, va bene così. Come dicevo prima sono orgoglioso di aver indossato questa maglia e porterò tutte le persone che mo hanno permesso di raggiungere grandi obiettivi nel cuore”.![]()
Il gol a Bologna allo scadere può definirsi il gol della salvezza, quindi lei va via consapevole di essere stato determinante in questa stagione, mentre ci sono altri che attribuiscono meriti ad altri calciatori.
“Mah, diciamo che siamo stati tutti importanti in quest’annata, certo è che la cosa più bella era mantenere la parola e l’ho fatto: riportare il Toro in serie A. Aver lasciato la squadra in A per me è la cosa più bella. Auguro a tutti i tifosi di poter godere un po’ perché nel Torino, scusatemi il termine, c’è sempre un po’ di sfiga, però questa gente merita grandissime cose, grandi risultati e grandi traguardi perché è una piazza unica”.
Per se stesso cosa pensa di meritare un ingaggio all’estero o in Italia?
“Adesso penso di meritarmi delle belle vacanze (sorride, ndr) poi dopo vedremo. A me piacciono le sfide e le piazze che mi fanno battere il cuore. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni perché voglio decidere in fretta e posso dire che sono già carico per poter ri-iniziare perché ho voglia di dare tanto e di dimostrare a qualcuno che posso dare tanto”.
Quali sono stati il momento più bello e il gol più bello con la maglia del Torino?
“I gol tutti perché sono stati tutti bellissimi dalla rovesciata con la Reggina fino all’ultimo di ieri sera, sono stati tutti voluti e cercati e sicuramente fatti con il cuore. Mentre il momento più bello forse il tuffo dal Toro e ieri sera perché sono momenti toccanti che ti porti per sempre e che ti fanno capire tante cose. Ci terrei a ringraziare un’ultima volta i tifosi sia quelli che mi hanno criticato sia quelli che mi hanno voluto bene, perché alla fine non sarò un campione, ma ho sempre cercato di dare il massimo in campo e di metterci il cuore poi il resto l’hanno fatto loro (i tifosi, ndr) ieri sera perché mi hanno veramente commosso”.
Per i tifosi sarà sempre l’uomo del quattro maggio che legge i nomi dei caduti a Superga sulla lapide.
“Anche quello è un momento toccante ed è motivo di grande orgoglio perché quella squadra ha fatto la storia e rispetterò sempre questa maglia e questa gente e questa storia perché è una storia talmente bella, ma anche drammatica. Veramente grazie a tutti di cuore”.
Chi meriterebbe di ereditare la fascia da capitano?
“Come ho scritto sulla fascia “Sono capitano della mia anima” quindi penso che tutti siano capitani in campo, poi c’è chi ha più carattere e può vestirla, ma penso che in questo momento bisogna vedere chi resterà e chi andrà via e di conseguenza si valuterà. Spero che la fascia da capitano la indossi uno che abbia il cuore vero e che metta sempre l’animo in campo e che non si facci affossare dal peso della fascia, questa è la cosa principale”.
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Autore: Redazione TA / Twitter: @tuttoatalanta
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