Sembrava la rivelazione del campionato, 20 punti al giro di boa con splendida vittoria a Firenze all'ultima del girone d'andata. Una perfetta media da salvezza e ben cinque squadre sotto in classifica. La volta buona per ripetere quanto fatto dal Pescara di Galeone stagione 1987/88, l'unica per intenderci, in grado di strappare una salvezza una volta arrivata in Serie A. Allora, per la verità, gli abruzzesi furono molto fortunati. Quello era il campionato della riforma che avrebbe portato l'allargamento del campionato da 16 a 18 squadre, di conseguenza per quella stagione eccezionalmente le retrocessioni vennero ridotte da 3 a 2. Non bastasse, una diretta concorrente come l'Empoli venne penalizzata di 5 punti (allora la vittoria valeva 2 punti). La squadra arrivò terzultima e con quattro punti di vantaggio sull'Empoli. Insomma, doppiamente fortunata.
Quest'anno sembrava non ci fosse nemmeno bisogno della penalità data al Siena, al Torino, alla Sampdoria e all'Atalanta. Tanto gli abruzzesi viaggiavano sulle ali dell'entusiasmo. Fino all'inspiegabile crollo del girone di ritorno, coinciso con una campagna acquisti di gennaio che sembra aver sortito peggioramenti. Passi la sconfitta a San Siro con l'Inter alla prima di ritorno, passi anche il pesante ko contro la Sampdoria. I veri campanelli d'allarme si sono visti nelle sconfitte casalinghe contro Torino e Bologna. Da lì si è capito che la situazione iniziava a precipitare. Gli altri ko all'Adriatico, contro Cagliari e Chievo hanno portato la nave a picco con il cambio nel frattempo da Bergodi a Bucchi che non è servito a nulla. I numeri di fine stagione parlano chiaro: nel girone di ritorno solo 2 punti ottenuti, un vero record negativo. Nemmeno l'Ancona 2003/04, che pur con i suoi 13 punti totali era riuscito in un moto d'orgoglio a vincere due partite nel girone di ritorno.
A memoria recente solo una squadra è paragonabile a questo Pescara, ossia il Brescia 1994/95. I punti ottenuti sono 3, già più del Pescara, ma frutto di una vittoria. Il resto, tutte sconfitte: 16, di cui 15 consecutive. Era la squadra di Mircea Lucescu, delle meteore Mutu e Cadete in attacco, di un Corini in regia in cerca ancora di esplosione, del sempiterno Ballotta tra i pali. Le rondinelle vinsero alla seconda giornata del girone di ritorno contro il Foggia all'ultimo minuto grazie a una rete di Sergio Battistini, poi fecero quello che avrebbe fatto 17 anni dopo il Pescara. Perdi la prima, poi un'altra, poi cadi in casa in uno scontro diretto. E alla fine non si schioderà dal record negativo di 12 punti in campionato.
Da non dimenticare anche la Pistoiese 1980/81, alla prima e unica apparizione in Serie A. Un cammino che ricorda quello del Pescara: sorprendente nel girone d'andata, pessimo nel ritorno. I toscani per un po' diedero l'impressione di essere la rivelazione del campionato, andando a vincere anche il derby contro la Fiorentina in trasferta. Nel ritorno il black-out: una serie di scivoloni intervallati da appena 3 pareggi prima di inanellare una serie di 9 sconfitte consecutive che la portano all'ultimo posto e all'addio alla Serie A, categoria mai più ritrovata. Due anni dopo anche il Catanzaro non fa una figura migliore: solo la stagione precedente i calabresi sfiorano l'Europa, ma nel 1982/83 è un completo fiasco, che si materializza nel girone di ritorno con appena 4 punti di cui due pareggi e una vittoria, prima di perdere per 8 domeniche consecutive e salutare, come la Pistoiese, la massima categoria senza più ritrovarla.
Autore: Redazione TA / Twitter: @tuttoatalanta
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