Vice-campioni d’Europa. Non ci è riuscita l’Italia di Prandelli due anni fa, quando i sogni si sono infranti in finale contro la Spagna. Stesso destino per l’Italia di Zoratto, sconfitta in finale ai rigori per 5-4 dalla Russia. Si tratta comunque di un risultato storico, la prima volta per l’Italia. Era arrivato al massimo un terzo posto nel 2005. Si giocava in casa, era l’Italia di Russotto, De Silvestri, Di Gennaro che la spuntò nei supplementari nella finale di Santa Croce sull’Arno per salire sul podio contro la Croazia.
Il cammino degli azzurrini era iniziato tra varie perplessità. A Settembre del 2011 in amichevole l’Under 16 di Zoratto subiva una goleada della Svizzera: 6-2 il risultato finale, in una gara senza storia. Una disfatta che fece riflettere, trasmettendo al gruppo la necessità di costruire una svolta per volare verso i traguardi importanti.
Zoratto ha deciso gli uomini su cui puntare, il gruppo si è amalgamato, fattore essenziale per costruire un’identità di squadra; così sono cominciate ad arrivare le importanti soddisfazioni. Un anno dopo la sconfitta contro la Svizzera, arriva una grande iniezione di fiducia. L’Italia vince il torneo “Quattro Nazioni”, battendo Israele, l’Olanda e i padroni di casa della Germania ad Hannover.
“Quel trionfo ci ha dato tanto in termini di convinzione nei nostri mezzi”, ha rivelato Gennaro Tutino, esterno classe ’96 di proprietà del Napoli, uno degli elementi con il minutaggio più alto nella formazione di Zoratto. Oltre all’ottimo livello tecnico, sono la personalità e la determinazione di questo gruppo a trasmettere rosee speranze riguardo al futuro di questi giovani talenti. Il percorso è stato entusiasmante, condiviso anche da chi non è riuscito a far parte dei 18 convocati per la Slovacchia dopo aver lottato per arrivare tra le prime sedici. In undici partite l’Italia di Zoratto ha rimediato una sola sconfitta nel girone eliminatorio contro l’Ungheria dopo aver sconfitto Albania e Lichtenstein. Tra la fase èlite e quella finale in Slovacchia sono arrivati soltanto due pareggi contro Irlanda del Nord e Croazia, poi grandi soddisfazioni: l’eliminazione a domicilio dell’Olanda, la vittoria contro la Norvegia, testa di serie e imbattuta da cinque partite, prima di volare in Slovacchia e giocarsi a Zilina contro la Russia una finale sfortunata, dominata per larga parte del match. in semifinale gli azzurrini si sono tolti lo sfizio di eliminare i padroni di casa della Slovacchia.
E’ la storia di una Nazionale solida e ricca di talento, capace di vincere anche con molti elementi sotto età, dei ragazzi classe ’97 come la seconda punta Vido del Milan, l’esterno sinistro Di Marco e l’attaccante Bonazzoli dell’Inter, ed il secondo portiere Audero, di proprietà della Juventus e riserva di Scuffet dell’Udinese, uno degli elementi che si è messo maggiormente in mostra all’Europeo.
Il calcio italiano non ha più le risorse per permetterci top player affermati ma c’è tanta qualità nei nostri vivai. Lo esprime anche questa Nazionale ricca di elementi promettenti in tutti i reparti. Con soli due gol subiti nella fase finale, il 4-4-2 di Zoratto è apparso particolarmente brillante nella copertura degli spazi. Il merito è anche di una difesa ben assortita, guidata da un ottimo Capradossi, rivelatosi prezioso anche in zona-gol con le reti realizzate nella sfida del girone eliminatorio contro la Russia e la Slovacchia. Dopo Romagnoli, la Roma può coltivare in casa un altro promettente difensore centrale, cresciuto nella Lodigiani e lanciato da Montella quando allenava i Giovanissimi Nazionali.
L’anima del centrocampo è, invece, Mario Pugliese dell’Atalanta, il capitano della Nazionale di Zoratto. Ha il profilo del centrocampista completo, unisce senso della posizione, buona visione di gioco e soprattutto ottimi tempi d’inserimento che gli hanno permesso di realizzare gol fondamentali contro l’Ucraina (quello che ha sancito la qualificazione al mondiale di categoria in programma negli Emirati Arabi dal 17 Ottobre all’8 Novembre) e la Slovacchia.
In attacco c’è un mix esplosivo per il rapporto tra talento e giovane età. Il faro è Alberto Cerri, bomber del Parma che ha debuttato in Serie A contro il Pescara quando non aveva neanche diciassette anni e impressiona per forza fisica e personalità; nei movimenti compiuti ricorda Cristiano Lucarelli, suo allenatore in questa stagione negli Allievi Nazionali del Parma. A supporto di Cerri, s’alternano i due ’97 Vido e Bonazzoli, due elementi diversi per caratteristiche ma da tenere sott’occhio: il primo è rapido, sgusciante, bravo a non dare punti di riferimento, il secondo si esprime meglio da centravanti-boa, valido nella protezione del pallone e nell’aprire gli spazi per i compagni.
L’Europeo Under 17 è anche un importante appuntamento di scouting. Tanti gli appunti sui taccuini degli addetti ai lavori: il portiere della Slovacchia Junas dell’Fk Senica Under 17, in prova con il Napoli nell’Aprile del 2012, l’esterno d’attacco della Russia Makarov, che milita nell’Under 19 del Cska Mosca, il centrocampista della Svezia Ssewankambo, di proprietà del Chelsea da quando aveva nove anni.. Ci sono poi i croati, che a breve diventeranno comunitari e rappresentano un’opportunità per tutti. Halilovic della Dinamo Zagabria è una spanna davanti a tutti ma ha già debuttato in Champions League e costa moltissimo, il centrocampista Roguljic, già accasatosi al Salisburgo per due milioni di euro. Piacciono anche il difensore Caleta-Car e l’attaccante Vojkovic. Si è visto, però, soprattutto tanto talento made in Italy. Che i club italiani seguano con attenzione la crescita di questi ragazzi, se lo meritano.
Autore: TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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