DEA SALVA SENZA SACRIFICI - Nel corso dell'antichità e in particolare nella religione greca, il sacrificio era il principale atto di culto per propiziarsi la divinità. Con tale gesto gli uomini rinunciavano a qualcosa in vista di un fine, che spesso coincideva con la salvezza o la redenzione. La Dea nerazzurra invece, si è conquistata la permanenza in Serie A senza grandi sacrifici. La squadra di Colantuono infatti, nonostante i due punti di penalizzazione, ha da subito impostato un gioco fluido e collaudato che gli ha permesso ben presto di staccarsi dalla zona retrocessione.
IL CAMMINO - La stagione si apre con la sconfitta in casa per merito della Lazio, ma alla terza giornata arriva subito una grande soddisfazione: la vittoria di misura contro il Milan a San Siro. Alla sesta giornata invece la sconfitta casalinga per 1-5 contro il Torino lascia perplesso tutto l'ambiente. Al primo giro di boa comunque, dopo la vittoria contro il Napoli, l'Atalanta si trova già all'undicesimo posto, al centro della classifica. La marcia della truppa di Colantuono procede sempre a ritmi serrati, alternando alti e bassi, ma mantenendo comunque una certa identità. I nerazzurri concludono così il girone d'andata in dodicesima posizione, a +6 dalla zona calda. A metà del girone di ritorno l'Atalanta subisce una leggera flessione che fa scivolare la squadra al sedicesimo posto. Il distacco dalla terz'ultima però non preoccupa affatto i ragazzi di Colantuono. Il cammino della squadra bergamasca risulta così privo di incidenti e, con largo anticipo, alla terz'ultima giornata di campionato, la squadra ottiene la matematica salvezza.
VOTO 6+ - Era difficile ripetere l'annata precedente, ma, bene o male Colantuono, dando la medesima impronta alla squadra, è riuscito a riproporre un gioco a tratti davvero piacevole. L'unica cosa che si può rimproverare alla truppa nerazzurra è la poca costanza di risultati. Ma, in un campionato così combattuto, gli alti e i bassi sono quasi fisiologici e l'Atalanta ha meritato la piena sufficienza. Buono anche il lavoro societario in ambito mercato ad inizio stagione: la squadra non si è privata dei suoi pezzi pregiati, confermandosi una realtà solida e compatta.
GIOCATORE CHIAVE: BONANVENTURA - Bene Consigli e Denis, ma questo è stato senza ombra di dubbio l'anno di Giacomo Jack Bonaventura. L'esterno atalantino, dopo appena dua anni di Serie A, si è dimostrato uno dei migliori nel suo ruolo. Difficile stargli dietro quando parte palla al piede, altrettanto complicato fermarlo quando si butta negli spazi e riceve il suggerimento filtrante dei compagni. Con 7 goal all'attivo (solo tre in meno di Denis se non consideriamo i calci di rigore) e un assist, si consacra così come uno dei giocatori più interessanti dell'intero campionato.
GIOCATORE FLOP: MORALEZ - El Frasquito era stato la bella sorpresa della stagione precedente, ma, una volta chiamato alla conferma non è riuscito a riproporre la solita incisività. Spesso infatti il numero 11 è risultato sterile ed incolore. Non è mai stato un titolare inamovibile, spesso è entrato dalla panchina o uscito a gara in corso. Alla fine ha però collezionato ben 29 presenze, mettendo a segno un solo gol e un assit. Poco per uno come lui, dal quale ci si aspetta sicuramente di più.
SGUARDO AL FUTURO - Con 52 campionati di Serie A a girone unico disputati, l’Atalanta è la squadra col maggior numero di partecipazioni alla massima serie fra le rappresentanti di città non capoluogo di regione, un dato che deve confortare la società orobica. Colantuono è una certezza e quasi sicuramente si ripartirà da lui, per un progetto che vuole continuare a crescere. Sono tanti i giocaotri finiti nel mirino delle big: da Bonaventura a Denis, passando per Consigli e Cigarini. Il progetto però è solido e ci sono tutti i presupposti per continuare a far bene.
Autore: Redazione TA / Twitter: @tuttoatalanta
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