ZINGONIA - Domenica c'è il Gubbio, tanto per gradire un assaggio di Coppa Italia una settimana prima di tuffarsi nella nuova avventura sul palcoscenico più in vista del calcio nazionale. E in casa Atalanta, in vista dello start delle competizioni che contano, scalpitano tutti quanti. Il terzo turno eliminatorio nel segno della coccarda tricolore vale pur sempre un gustoso anticipo di campionato. L'anno del rilancio a tinte nerazzurre può iniziare. Con una pletora di alfieri con le scarpe bullonate ad aspirare a una particina, se non addirittura al posto da titolare. Come ad esempio Guido Marilungo, ventiduenne seconda punta vogliosa come non mai di rimettere il naso in campo. E soprattutto di abbonarsi a bottini sostanziosi sotto porta, a differenza dei due gol - contro Pescara e Cittadella - messi a segno nella scorsa stagione.

Allora, Guido: dal gol infilato nella prima amichevole in famiglia del mercoledì mattina, che ha sorpreso Facheris con una botta ad effetto da fuori, si direbbe che ti candidi a un ruolo di primo piano.
“La cosa non credo proprio che riguardi soltanto me. Sono carico, è vero. Ma tutti noi siamo pronti alla prima uscita ufficiale, pur essendo consapevoli che la condizione non è ancora al cento per cento. A questo punto della preparazione non vediamo l'ora di giocarci qualcosa di concreto”.

Il doppio test è un peso o un sollievo in vista del primo impegno ufficiale della stagione alle porte?
“Ci siamo divertiti, anche se in questi giorni abbiamo lavorato molto. E' sempre bello misurare le proprie forze undici contro undici. Un doppio confronto tra di noi non ha l'effetto di alleggerire i carichi, però la gioia di giocare è più forte di tutto. Non conosco giocatori che non preferiscano una partita agli allenamenti. E quando arrivano quelle che hanno in palio qualcosa, le motivazioni crescono di conseguenza".

Non che il Gubbio sia un ostacolo di primissima fascia. 
“C'è una categoria di differenza, però le insidie sono sempre dietro l'angolo. I valori tendono a sfumare in gare secche come questa. Una neopromossa ti affronta sempre con il sangue agli occhi. Dovremo prestare molta attenzione e non mollare un millimetro".

La Coppa Italia, alla lunga, non potrebbe gravare sulle vostre energie? C'è una salvezza da portare a compimento.
“Secondo me, visto che come detto c'è tanta voglia di misurarci con le gare che abbiano un significato, andare avanti anche in questa competizione non è in contraddizione con i doverosi sforzi per raggiungere l'obiettivo minimo in serie A”.

Tu come stai?
“L'anno scorso nel ritiro della Samp c'ero a giorni alternati, perché accusavo spesso acciacchi. Con l'Atalanta, da gennaio del 2011 in poi, non ho avuto grossi problemi. Sta andando tutto benissimo. E io mi sento in forma".

Un giudizio sul calciomercato. Quello dalla cintola in su, che ti riguarda personalmente.
“Maxi Moralez è un ottimo giocatore, un complemento importante che va ad innestarsi in un gruppo già affiatato e di qualità. Si parla tanto di questo Denis che dovrebbe arrivare, se sarà così lo accoglieremo a braccia aperte".

C'è chi è destinato a rimanere scontento. E magari costretto ad andarsene, perché chiuso dal terzo argentino della serie (dopo Schelotto e Maxi, NdR).
“A mio parere, se uno va via è perché è sua intenzione farlo. Se così sarà per qualcuno, gli auguro ogni bene. I trasferimenti in entrata e in uscita sono materia di esclusiva competenza della società. Nondimeno, i singoli sanno benissimo che cosa vogliono fare. Io posso affermare per certo che da qui non me ne vorrei andare".

Abbiamo visto Simone Tiribocchi un po' irrequieto, benché sorridente e "batturaro" come al solito. Non è che pensa di essere lui il prescelto per levare le tende? 
“Macché. Il Tir è sempre tranquillo, spero che rimanga. Dite che potrei fare coppia con lui domenica? Noi non ne sappiamo ancora nulla, il mister non ce lo dice. Lo spero per lui e per me. Così non mi tira matto...".

Sezione: Zingonia / Data: Mer 17 agosto 2011 alle 14:00
Autore: Simone Fornoni
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