Bonfrisco: "VAR? Cultura della protesta solo in Italia"

 di Twitter @tuttoatalanta Twitter:   articolo letto 707 volte
Bonfrisco: "VAR? Cultura della protesta solo in Italia"

Intervenuto sulle frequenze di TMW Radio, nel corso della trasmissione ‘Due in Fuorigioco', l'ex arbitro Angelo Bonfrisco ha fatto il punto sul VAR e, nello specifico, sul posticipo Atalanta-Juventus: "Reputo altamente negativo il capannello dei giocatori che vanno a protestare dall’arbitro che, al di là della decisione tecnica, prende l’ulteriore decisione al VAR. Il che non ha senso. Se come da regolamento le squadre mandassero solo il capitano a parlare con l’arbitro, sarebbe tutto più corretto e tranquillo. Nessuno dice che tutto quello che decide il direttore di gara è giusto, ma se si protesta anche dopo che questo ha consultato la tecnologia non se ne esce più. La cultura della protesta c’è solo in Italia ed è una brutta abitudine. Il caso del contatto tra Lichtsteiner e Gomez, con un po’ più di attenzione si poteva rilevare anche senza tecnologia. La dinamica è chiara anche se, secondo me, non è da rosso. Giusto il provvedimento di Damato. Comunque sottolineo che è stato seguito correttamente il protocollo del VAR: non sono infatti passati più di quindici secondi tra la gomitata e il gol, l’azione è lineare”.

VAR strumentalizzato o la tecnologia deve comunque migliorare?
“La messa a punto va certamente fatta. Serviranno ancora un po’ di domeniche. Nel corso delle settimane vediamo diversi episodi che aiutano a perfezionare la tecnologia. C’è chi la contesta a priori perché il cambiamento non viene accettato e c’è chi ha invece già metabolizzato. Prima o poi il VAR coinvolgerà tutti, ma ricordo che lo strumento nasce per diminuire la percentuale degli errori che potrebbe compromettere il risultato di una partita. A mio avviso ci sono già miglioramenti e soluzioni, perché spesso la velocità di gioco non permette all’arbitro di individuare certi errori e di fare le scelte giuste. La tendenza è positiva e lo sarà sempre più. Siamo naturalmente in una fase critica e di attesa”.

Dichiarazioni forti dagli ex del calcio: c’è chi ha ragione?
“Non sono così convinto su ciò che ho sentito dopo la gara di ieri sera. Credo e spero che con il tempo aumenterà l’attenzione e che, quindi, del VAR ci sarà sempre meno bisogno. Nelle prime partite interveniva sempre, ora molto meno. Non esiste proporzione tra l’importanza di un match e il numero di volte in cui interviene la tecnologia. Ci saranno partite con tanti episodi e altre con nessuno. Il mondo ha chiesto la tecnologia perché alcuni episodi non visti e puniti hanno cambiato evidentemente le sorti di partite e competizioni. La regola del fuorigioco, ad esempio, è fatta apposta per la tecnologia. Il gol-non gol, senza le strumentazioni, genererebbe sempre problemi importanti. Siamo comunque alla settimana giornata, a fine campionato si deciderà se mantenerla o meno”.

Al di là dell’errore dal dischetto, c’era o no il rigore per la Juventus?
“A mio modo di vedere non è penalty: Petagna ha toccato il pallone con la spalla. A questo punto tutti i contatti di questo tipo andrebbero sanzionati con la massima punizione”.