Ritrovarsi senza squadra a 30 anni. Nonostante una carriera calcistica nel pieno della sua maturità e una carriera fatta di tanti anni in Serie A e un'ultima buona stagione alla Virtus Entella. E' lo strano caso di Davide Brivio, classe '88 senza squadra dopo la scadenza del contratto in estate col Genoa.

Hai mai pensato che, senza tutto il caos estivo, l'Entella avrebbe potuto confermarti?
"Può essere, ma io mi accordai per un trasferimento dal Genoa in prestito secco. Non si era mai parlato di una mia permanenza: certo, fossero rimasti in Serie B la situazione sarebbe potuta essere diversa".

Quella precedente, quella del tuo ritorno al Genoa, è stata una stagione da dimenticare.
"La peggiore della mia carriera, credo quella che abbia inciso di più sul mio cammino. Anche dopo l'esonero di Juric e l'arrivo di Mandorlini non ho trovato spazio".

Ecco, Juric. All'epoca si parlo di uno screzio tra voi due che portò l'allenatore a metterti fuori rosa. 
"Non è andata proprio così, non c'è stato nessuno screzio in particolare. Ci fu una chiacchierata il giorno del suo arrivo, ma poi credo sia stata una scelta esclusivamente tecnica. A me personalmente dispiace solo non aver potuto dimostrare il mio valore al Genoa che nell'estate 2016 aveva creduto in me acquistandomi dall'Atalanta".

Hai fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili. E uno stage con l'Italia maggiore: poi perché non sei riuscito ad affermarti ad altissimi livelli?
"Secondo me è dipeso da vari fattori. Dopo le buone stagioni di Lecce e Atalanta,feci anche lo stage prima di Brasile 2014. Ecco, allora avrei dovuto fare il salto in una grande squadra e ciò non avvenne. In questi casi, serve anche un po' di fortuna...".

E il procuratore giusto?
"Io penso sempre che un giocatore dipenda dalle sue prestazioni in campo. I procuratori nel calcio attuale sono sempre più importanti, ma alla fine a parlare è sempre il campo".

Adesso da dove riparti?
"Mi piacerebbe ripartire da un campionato importante, fisicamente sto ancora molto bene. Con un bel progetto posso ripartire dalla Lega Pro, ma spero in chiamate più importanti, dalla Serie A o dalla Serie B. E, perché no, anche da campionati diversi da quelli italiani".

Dove ti piacerebbe giocare?
"Gli Stati Uniti sono affascinanti, c'è stata anche qualche chiacchierata ma per il momento nulla di concreto".

In chiusura, quanto credi abbia inciso il caos che ha travolto il mondo del calcio questa estate sulla tua situazione e su quella di tanti altri svincolati?
"Tanto. Sicuramente questa situazione ha inciso: siamo arrivati a un punto di non ritorno, una situazione inverosimile. A me piace il calcio giocato e molto meno quello parlato. Spero che questi problemi si risolvano una volta per tutte e si torni a parlare solo di campo".

Sezione: Altre news / Data: Mar 30 Ottobre 2018 alle 19:00 / articolo letto 1630 volte
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta