Criscitiello: "Inter-Gagliardini: avere i soldi non significa buttarli"

 di Redazione TuttoAtalanta.com Twitter:   articolo letto 3158 volte
Fonte: di Michele Criscitiello (TMW)
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Criscitiello: "Inter-Gagliardini: avere i soldi non significa buttarli"

Gasperini dovrebbe spiegare meglio il significato della frase: "Gagliardini non convocato per rispetto dell'Inter". E il rispetto per i tifosi dell'Atalanta dov'è? La verità è che il Mister ha sbagliato la risposta e avrebbe fatto più bella figura a dire la verità. Le parole che non ti ho detto... "Gagliardini non è convocato perché la prossima settimana Percassi lo vende all'Inter e - se si fa male - non posso rischiare che Percassi poi non dia questo pacco ad Ausilio". Spieghiamoci meglio: Gagliardini non è un pacco ma la trattativa sì.

La Juventus si frega le mani e il Milan, poveraccio e senza padrone, se la ride sotto i baffi. Ormai le trattative dell'Inter sembrano diventate una barzelletta. Immaginate di andare ad un'asta per un quadro di Picasso. Mi presento elegante e con il papillon. Il mio primo lancio è di 1.200 euro. Poi c'è un tizio, dietro di me che rilancia: 2.000. Io mi infervoro. 3.000!!! Poi, per evitare che quel tizio mi batta, insisto: 4.000... 6.000.... 9.000. Stop!!! 50.000 euro è la mia ultima offerta per il quadro. Aspetta un attimo... Chiedo al banditore d'asta. Il tempo di voltarmi e il tizio non c'è più. Accidenti, avrei potuto chiudere a 3.000. Ho pagato il quadro 50.000 euro. E adesso vuoi vedere che devo anche dare la mancia a chi mi ha fatto entrare? Scusatemi, sono sobrio. Giuro, neanche un goccio di prosecchino. Gagliardini rischia di costare all'Inter più di quanto sia costato Dybala alla Juventus: rapporto qualità, prezzo e minuti giocati. Voglio specificare ancora una volta che le qualità e la prospettiva di Gagliardini non sono in discussione, ma il prezzo sì; a maggior ragione se la concorrenza non era così agguerrita. Non mi risulta una Juve pronta a fare follie o il Milan disposto ad arrivare a cifre importanti. Dopo Kondogbia, un altro acquisto a cifre folli. Così come Joao Mario a 43 milioni di euro e Gabigol a 32 milioni. Tutti calciatori forti, attenzione, ma se vendessi la mia BMW a Pedullà a 150.000 euro, secondo me Pedullà sarebbe un pirla e non ho detto che la mia macchina ha il motore a pezzi o non va oltre i 130 km/h. E' una buona auto ma a 150.000 Pedullà si compra due Porsche Panamera. W Percassi, che tra Caldara e Gagliardini mette 50 milioni a bilancio: con quei soldi costruisca uno stadio all'Atalanta che non può andare avanti con un impianto così vecchio.

W il Genoa che incassa per Rincon dalla Juve e per Pavoletti da Napoli, mentre acquista Morosini dal Brescia e Beghetto dalla Spal, facendo girare la moneta interna. In serie B si possono fare grandi affari e dovremmo essere tutti più bravi a pescare dalle categorie inferiori. Si risparmia e si alimenta il mercato interno. La A può acquistare dalla B, la B dalla C e la C dalla D. Così possiamo cambiare il nostro sistema. Perché è interesse di tutti far sì che il pallone continui a rotolare. Una parentesi che non c'entra nulla con il titolo dell'editoriale. Tavecchio è stato bastonato dai critici per aver detto: "Mi auguro che le due milanesi tornino in Champions". Tavecchio, da Presidente Federale, non ha gufato Roma e Napoli ma ha detto una cosa intelligente: Milano muove, insieme alla Juve, il motore della macchina italiana, se continuano Milan e Inter a stare in vacanza sicuramente il calcio italiano ci metterà più tempo a tornare competitivo. La Juventus nel frattempo deve battere un colpo da Juve. Ma un colpo vero. Passi l'operazione Rincon, va bene la cessione Evra, ma i miei amici Marotta e Paratici hanno bisogno di un esterno sinistro e di un centrocampista forte. Solo rinforzi di classe e qualità. Mezze operazioni, ad Allegri, non servono a nulla. La Juve deve credere maggiormente alla conquista della Champions League quest'anno, perché davvero può essere la volta buona. Se, però, ci credono i tifosi ci devono credere anche i dirigenti. Questo è un rimprovero che facciamo ad Agnelli-Marotta-Paratici. Basta dire "proviamo ad andare più avanti possibile in Europa". No! Sbagliato! Una società che vince per cinque anni consecutivi lo scudetto e, in estate, si è rinforzata a suon di milioni di euro deve avere la forza di dire pubblicamente che l'obiettivo è la vittoria finale, creando convinzione nel gruppo e sicurezza all'ambiente. Basta con i tentativi, questa squadra può farcela davvero.

L'Inter vince a Udine, l'Atalanta stravince a Verona col Chievo, il Milan mentre scrivo sta giocando e la Juventus giocherà stasera. Napoli-Sampdoria, di ieri sera, però l'ho vista tutta. Anche le lacrime di Ferrero a Sky. C'era il microfono di Ugolini che quasi quasi chiedeva un phon per asciugarsi. Premesso che la Samp mi è piaciuta tantissimo, premesso che Muriel resterà un fenomeno incompiuto perché non ha la testa che lo aiuta, premesso che Giampaolo non allenerà mai una grande, premesso che il Napoli non meritava la vittoria, Ferrero ha perso un'altra occasione per andare prima al ristorante a cenare. Ha detto che non voleva polemizzare e poi ha sputato solo veleno. Che Di Bello sia scarso lo sappiamo tutti e lo abbiamo visto anche ieri sera, ma anche il Napoli esce penalizzato. L'espulsione sicuramente ha cambiato il volto della gara ma con quella corsa di Silvestre era probabile cadere nell'inganno. Non andava espulso, siamo d'accordo, ma da un commento a tutto lo sproloquio di Ferrero ce ne passa. Cosa farà Ferrero quando avrà un arbitraggio a suo favore? Nulla, se non qualche macchietta con il fazzoletto in testa.