Per un attaccante non è sempre facile esplodere sin dagli albori della carriera. Molto spesso ci vogliono le situazioni, gli ambienti e il contorno tecnico adeguato per far sì che un giovane ragazzo possa esprimersi al meglio. La punta di cui vi parliamo oggi è Simone Zaza, nato a Policoro in provincia di Matera il 25 Giugno 1991, dunque ha da poco compiuto 21 anni, ma nonostante la giovanissima età ha già vissuto diverse esperienze in giro per l’Italia calcistica.
La prima è con l’Atalanta, che lo nota da piccolissimo nella Stella Azzurra Bernalda, piccolo vivaio di un paese lucano, e decide di puntare su di lui portandolo a Bergamo non prima di avergli fatto spendere qualche tempo al Valdera, una società di Pisa affiliata ai nerazzurri che ovviamente concordano il tutto insieme alla famiglia del piccolo Simone il quale, una volta approdato effettivamente alla corte della Dea, mette subito in mostra le doti da grande cannoniere vincendo il titolo di miglior marcatore al Trofeo Beppe Viola, competizione under 16 che l’Atalanta vince trascinata proprio dai suoi 5 goal. Col tempo, esaurita tutta la trafila del settore giovanile orobico, Zaza ha anche modo di debuttare in Serie A in un Atalanta-Chievo 0-2 nel quale sostituisce Ferreira Pinto, e successivamente esordirà anche dal primo minuto nel pareggio per 2-2 in Atalanta-Palermo destando buone impressioni.
Una volta scaduto il contratto con l’Atalanta però Zaza passa in un’altra gloriosa società del calcio italiano, la Sampdoria, che potrebbe consacrarne le doti di attaccante rapace d’area. La sfortuna vuole però che il suo primo anno in blucerchiato coincida anche con quello straordinario dell’accoppiata Cassano-Pazzini, così il suo impiego è veramente scarso, limitato a soli 12 minuti in un derby della Lanterna, ma per il resto c’è tanta Primavera, dove ha comunque modo di segnare 4 goal e di tenersi in allenamento. L’anno successivo, con la dipartita dei due campioni e futuri nazionali sembra quello giusto per Zaza, che però incappa in una delle stagioni più disastrate della storia del club e non ha occasione di emergere come vorrebbe.
Così, anche questa volta, Simone deve salutare la compagnia e trasferirsi di nuovo. La Juve Stabia sembra la piazza perfetta per migliorare e per giocare con continuità, ma la concorrenza dell’esperto lituano Danilevicius è difficile da battere, e così per la prima parte di stagione l’ex atalantino è costretto a tanta panchina e tribuna. Saranno solo 4 le sue sortite sul campo per i colori delle Vespe, che quindi in accordo con la Samp decidono di girarlo in prestito in Lega Pro ai bianconeri del Viareggio. Ed è qui che scatta la magia. Zaza arriva in una situazione semi disperata, con una squadra sull’orlo della retrocessione, il gioco che latita e i goal che sembrano lontani miraggi. Sotto la guida di mister Cuoghi però la squadra ha un’inversione di tendenza, portata soprattutto grazie ai goal e alle giocate di Zaza, che in coppia con Cesarini forma un tandem tra i più temibili del girone di ritorno della Lega Pro.
Alla fine saranno 9 i centri nella stagione regolare, più una doppietta al Monza nei decisivi playout salvezza, che regalano alle Zebre la permanenza in categoria e a Simone l’attenzione di tantissimi club di Serie B, anche se “Viareggio me la porterò sempre nel mio cuore” come afferma lo stesso giocatore in un’intervista di fine stagione. Alla fine, dopo lunghe controversie, dichiarazioni e controdichiarazioni, è l’Ascoli ad avere la meglio sulle tante contendenti, come la stessa Juve Stabia che lo avrebbe rivoluto tra i suoi. Le prime affermazioni nella sua nuova maglia bianconera sono un po’ quelle classiche di rito, soprattutto per un 21enne alle prime armi, che con i suoi goal punta a scalare di nuovo quella montagna che gli aveva fatto assaggiare seppur per poco il grande calcio. E Ascoli può essere la piazza giusta: tanta tranquillità, uno staff tecnico di prima qualità e le chiavi dell’attacco affidate completamente a lui, che è arrivato in pompa magna per essere il trascinatore di questa stagione 2012-13. Gli basta solo un po’ di continuità e di fiducia, come ad ogni giovane andrebbe concessa.
Autore: Redazione TA Twitter: @tuttoatalanta
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