Ricominciare praticamente da capo per dimostrare al mondo che quel tredici azzeccato sulla ruota di Lecce, due annate or sono, non era un fuoco di paglia. Un destino che tocca a chi in casa Atalanta spegne le candeline, sperando di tramutare in solida realtà i castelli di carta di uno che per debito di professione deve metterla nel sacco. Alzi la mano chi non ha mai considerato Guido Marilungo, che in piena estate raggiunge oggi il traguardo delle ventidue primavere, un investimento bello e buono. E lasciamo stare i soli due lampi nelle sedici vidimazioni di badge da impiegato del pallone nerazzurro nel campionato scorso: non è sui gol casalinghi a Pescara e Cittadella - nel match che ha consegnato all'Atalanta la certezza matematica della promozione - che può misurarsi il reale valore del puntero marchigiano. Che di certo non ha dalla sua una quotazione da fame nera, e nemmeno penuria di credenziali: inserito dal periodico ipercalciòfilo spagnolo Don Balòn nella lista dei cento migliori talenti nati dal 1989 in poi, il veloce e tecnico ragazzo di Montegranaro è stato lasciato andare dalla Samp, al calciomercato di riparazione di gennaio, in cambio di quattro milioni e settecentomila ottimi motivi. 

L'incognita vera, in un momento topico di un cammino prestagionale tormentato come pochi altri - vedi calcioscommesse e dintorni, coi verdetti attesi proprio entro la giornata di martedì -, è se l'ex sampdoriano continuerà a rientrare nei piani della società. Si dice che a rischiare il posto, a favore del solito centravanti di peso, sia più che altro Matteo Ardemagni. Fatto sta che nemmeno il nostro, finora, nelle amichevoli sembra aver ricevuto molto credito da parte di Stefano Colantuono. Anche se il delizioso assist a Simone Padoin, nell'1-0 quasi al photofinish contro la squadra che l'ha visto crescere, l'ha consegnato alla classifica degli eroi di un sabato sera agostano. Altro giro e altra corsa: strappato il biglietto per la A con la sua nuova seconda pelle, Marilungo ha cambiato numero sulla schiena, passando dal 66 all'89 graziosamente concessogli dall'amicissimo Jack Bonaventura, abbonatosi al 10 dei grandi fantasisti. In ritiro andava dicendo di esserci affezionato, avendoci giocato quasi sempre. Questione di cabala, più che di cifre. Quelle nella porta del nemico, a quanto pare, ha già promesso di incrementarle. Tanti auguri.

Sezione: Auguri a... / Data: Mar 9 Agosto 2011 alle 11:15 / articolo letto 689 volte
Autore: Simone Fornoni