Se diciamo che oggi compie gli anni tale Fermo Favini nato a Meda il 2 Febbraio 1936, chiudereste molto probabilmente questo link e andreste a cercare altro. Ma se al posto che usare il suo nome di battesimo scegliessimo di chiamare questo tale col diminutivo di "Mino", come lo conosce tutta Europa, allora vi si accenderebbe una lucina in testa e siamo sicuri che questo articolo lo finirete. Ebbene noi decidiamo proprio di chiamarlo col nome di Mino, anzi Mino Favini perché nome e cognome nel suo caso sono inseparabili, suonano come una rima, come una delle note più intonate di tutto il calcio italiano. Oggi compie 75 anni e noi vogliamo celebrare questo suo compleanno dedicandogli questo pezzo, perché sicuramente un personaggio così se lo merita. Facciamo prima un passo indietro nella sua carriera, e scopriamo che Mino Favini è stato prima una buonissima ala sinistra: prima al Meda poi al Como, quindi al Brescia, poi l'approdo all'Atalanta dove rimane per due stagioni (37 presenze e 4 gol). Ma da Bergamo, col cuore e professionalmente, non si staccherà mai. Tornerà a Brescia e poi sarà ceduto alla Reggiana, dove chiuderà la sua carriera da calciatore nel 1966. Ma da li ne inizierà un'altra, trionfale, come responsabile dei vivai.
I primi successi con questo incarico li ottiene a Como, ma la consacrazione arriva all'inizio degli anni '90 quando il presidente Percassi lo chiama a gran voce per gestire il settore giovanile dell'Atalanta, che da li in poi diventerà uno dei migliori al mondo. Uno studio effettuato a Coverciano ha stimato che il settore giovanile nerazzurro è il sesto in Europa e il primo in Italia, niente male! E i numeri parlano chiarissimo: dal 1991 (anno dell'arrivo di Mino a Bergamo) a oggi, l'Atalanta dei giovani ha ottenuto 12 titoli nazionali. I giovanissimi hanno vinto 5 campionati nazionali, gli allievi 3, la "Berretti" 2 (l'ultimo la passata stagione), e poi la celebre Primavera, la quale è stata capace di vincere 2 campionati, 3 Coppa Italia e 1 Torneo di Viareggio. Tutto naturalmente sotto l'occhio attento, esperto e spesso "rigido" di mago Mino. E vogliamo parlare dei giocatori che sono usciti dal vivaio dal 1991 a oggi? beh un articolo non basterebbe, ne citiamo alcuni: da Montolivo a Pazzini, da Tacchinardi a Bellini, da Bianchi a Pelizzoli, dai gemelli Zenoni a Donati, da Locatelli a Morfeo passando per Zauri, Natali, Motta, Lazzari, Defendi ecc ecc è proprio il caso di dirlo. Signori, questa è gente che sta giocando ai massimi livelli anche da parecchio tempo e che ha calcato i palcoscenici internazionali più importanti con nazionale e club, che spettacolo.
E Mino ne è il principale artefice, Mino è colui che dirige e controlla, è colui che forma e insegna. Insegna a giocare, a vivere il mondo del calcio e a vivere il mondo in generale, perché dall' Atalanta devono uscire non solo giocatori di spessore ma prima di tutto uomini. Famoso a questo riguardo il "caso Balotelli". L'attaccante attualmente in forza al Manchester City, avrebbe raccontato di essere stato allontanato da Favini durante un provino a Zingonia per un comportamento...diciamo dei "suoi". Perchè Mino Favini è questo. Mino Favini è dentro a ognuno di quei talenti che abbiamo citato sopra, è dentro a ogni gol di quei ragazzi, è dentro a ogni giocata di quei ragazzi, è dentro a ogni comportamento di quei ragazzi, molti dei quali hanno indossato o indossano la fascia da capitano simbolo di serietà, rispetto, classe e comportamento corretto: i valori che Mino Favini insegna quotidianamente ai suoi ragazzi dal 1991 a oggi. Buon Compleanno, "Mino".
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