In merito alle ultime voci circolate riguardo i recenti cambiamenti avvenuti nel settore giovanile, il Dg dell'Atalanta Pierpaolo Marino - accompagnato dal Ds Gabriele Zamagna e da Roberto Spagnolo - ha convocato una conferenza stampa per chiarire alcune situazioni. "Ho sentito il bisogno di convocare la stampa per rispondere a certe illazioni e supposizioni che si sono generate intorno al nostro settore giovanile nonostane i recenti ottimi risultati ottenuti - ha esordito Marino -. Se c'è una cosa che ispira il pensiero dei nostri illazionisti è quello di incentivare la politica del nostro vivaio. Ricordo inoltre che Antonio e Luca Percassi sono cresciuti nel settore giovanile di Zingonia e sono molto legati alla crescita di esso. Intendo spiegare che noi vogliamo solamente incentivare il nostro vivaio rispettando di gran lunga Mino Favini".

"Ci sono degli scenari nei quali ci sono stati dei cambiamenti. La nostra volontà è soltanto quella di migliorare, anche nel caso di scegliere di cambiare qualcosa - ha proseguito nel chiarimento il dirigente nativo di Avellino -. Stiamo investendo ulteriormente nel settore giovanile grazie al presidente Percassi. Solo per dare alcuni numeri, investiamo circa quattro milioni all'anno solo per il nostro vivaio. Vorremmo portare 7-8 elementi del vivaio in prima squadra, non più 2-3. Non è casuale che siamo tornati ai massimi livelli e poco conta avere perso la finale contro la Lazio. Io sottoscritto ho sempre prestato molta attenzione al settore giovanile, anche in squadre molto più piccole. Non a caso di recente è stata allestita una super palestra completamente dedicata al settore giovanile. Siamo tutti protesi alla massima attenzione e mi dispiace che fuoriescano questi malintesi".

Marino spiega poi come si è creato il malinteso creatosi dopo le recenti dichiarazioni di Favini, che avrebbe sottolineato il fatto di non essere stato al corrente dei recenti cambiamenti. "Le parole di Favini credo siano state mal interpretate. Con lui c'è un rispetto totale. Per volontà di Antonio e Luca Percassi ci è stato chiesto di mantenere vivo il contatto tra il vivaio e la prima squadra. Con estrema continuità ci riuniamo per fare il punto della situazione del vivaio. In questi casi nessuno è escluso perché tutto è frutto del continuo confronto - ha sottolineato l'ex dirigente di Napoli e Udinese -. Già sette mesi fa Mino Favini mi fece notare che esistevano problemi tra serie B e Lega Pro. Quest'ultima non consentiva alle seconde squadre di partecipare ai campionati di categoria. Da questo scaturiva una questione di fondo. Il campionato della Berretti era organizzato dalla Lega Pro e riteniamo che non ci sia da sbalordirsi che anche i grandi club decidano di non partecipare a questo campionato. E noi abbiamo deciso dopo varie discussioni di non parteciparvi. Quest'anno abbiamo speso 660mila euro per premi di valorizzazione per i nostri giovani in prestito in Lega Pro. Il nostro obiettivo è quello di bruciare le tappe e scoprire giovani che siano in un futuro già pronti per la serie A".

Anche il Ds Gabriele Zamagna ha preso parola spiegando il suo ruolo societario. "Ho accettato fin da subito di fare da tramite tra il settore giovanile e la prima squadra. A questo aggiungiamo il prolungamento di contratto (triennale, ndr) che è una cosa che mi ha enormemente gratificato - ha spiegato Zamagna -. L'input della società è stato chiaro fin dall'inizio: dedicare molto tempo alla crescita dei nostri giovani. Il nostro sogno sarebbe quello di far nascere tre 'Bonaventura' ogni anno e non 'solo' uno all'anno. A breve partirà inoltre un progetto dedicato alle scuole calcio per i giovani nella provincia di Bergamo perché noi riteniamo che sia motivo di grande orgoglio vedere ragazzi di questo territorio diventare magari ottimi giocatori".

Zamagna futuro sostituto di Favini? Il diretto interessato smentisce subito: "Ha i suoi anni ma ha un entusiasmo e uno spirito encomiabili in quello che fa. Il dopo Favini non è né ipotizzabile né pensabile. Questa cosa tende solo a valorizzare il lavoro di Favini".

Chiaro e sintetico, invece, il pensiero di Roberto Spagnolo: "Voglio ribadire il concetto: la famiglia Percassi ci crede molto e lo dimostra investendo nel settore giovanile dell'Atalanta. Come struttura credo che siamo i primi in Italia. Non c'è altro da dire".

Marino riprende parola e spiega i recenti cambi tecnici, su tutti quelli di Butti e Perico: "L'Atalanta non è la squadra che fa le rivoluzioni. Ogni tanto è fisiologico cambiare qualche tecnico del settore giovanile. Le modalità di uscita sono sempre traumatiche (riferito agli addii di Bergomi, Butti e Perico, ndr) e questo non mi meraviglia. Non vorrei comunque sminuire l'arrivo di Porrini, che ha avuto un'ottima carriera da giocatore ma soprattutto da atalantino. Per Bergomi, dato che non ci sarà più la Berretti è stato un addio obbligato".

Sezione: Giovanili / Data: Gio 13 giugno 2013 alle 15:30
Autore: Enea Zampoleri / Twitter: @EZampoleri
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