Batti e ribatti senza fine. Passata la turbolenta settimana che ha visto protagonisti sulle pagine dei giornali l'ex presidente Alessandro Ruggeri e l'attuale numero uno Antonio Percassi, la Curva Nord, ieri allo stadio ha deciso di prendere posizione e rispondere polemicamente alla stampa. Sono, infatti, stati esposti striscioni contro L'Eco di Bergamo, La Gazzetta dello Sport (in particolar modo il giornalista Roberto Pelucchi, autore dell'intervista realizzata con il figlio di Ivan Ruggeri, ndr) e la stampa in generale, rea secondo il gruppo di sostenitori nerazzurri, di avere "massacrato" mediaticamente la Festa della Dea e dato risalto negativo all'indagine che sta vedendo indagati 147 ultras.

Prontissime sono arrivate le risposte della testata nazionale de La Gazzetta dello Sport ("e dell'infamia", come definita nello striscione esposto ieri in Curva Nord, ndr). Questo il commento del direttore Andrea Monti sulla vicenda. "Infame è una parola mafiosa. Esattamente come lo è il metodo degli ultrà atalantini: protetti dall'omertà delle curve, hanno esposto uno striscione che equivale a un mirino puntato su un nostro giornalista. La sua colpa è aver dato conto (insieme all'Eco di Bergamo e al Corriere) dell'ennesima inchiesta che coinvolge un centinaio di tifosi nerazzurri e concesso la parola all'ex presidente Ruggeri. Passi per le ingiurie alla Gazzetta: gli scalmanati non si rassegnano all'idea che il più letto quotidiano d’Italia pubblichi notizie o interviste e non le scempiaggini di cui si nutre il loro immaginario. Ciò che invece non può passare è l'attacco vile, la pubblica intimidazione di un singolo giornalista sgradito. Non può passare l'incredibile inerzia delle autorità che dovrebbero autorizzare gli striscioni e garantire il rispetto della legge negli stadi. E soprattutto non può passare l'assordante silenzio, questo sì davvero vergognoso, con cui i dirigenti dell'Atalanta hanno liquidato la questione. L'assenza di parole, talvolta, spiega più cose di un lungo discorso: l'afasia del presidente Percassi e della società di fatto copre una frangia ultrà che da anni si distingue per le sue gesta violente. Qualcuno, nei palazzi del calcio, ha qualcosa da dire?".

La Rosea ha anche pubblicato, sempre sull'edizione di oggi, un trafiletto nel quale si dice solidale con il proprio giornalista Roberto Pelucchi. Questo il comunicato del Cdr de La Gazzetta dello Sport. "La redazione della Gazzetta dello Sport esprime preoccupazione, amarezza e sconcerto per l’ennesimo atto vile e intimidatorio perpetrato nei confronti del collega Roberto Pelucchi, «colpevole» di fare ottimamente il suo lavoro di cronista. Preoccupazione perché le minacce da parte di alcuni teppisti che si fanno chiamare ultrà, in realtà sono delinquenti di cui si sta occupando da tempo la magistratura, tengono sotto scacco un’intera città civile come Bergamo tanto da permettersi di esporre striscioni offensivi come fossero coriandoli senza che nessuno ponga fine allo scempio; amarezza perché le minacce vanno avanti da molti mesi (dal coinvolgimento nel calcioscommesse di Cristiano Doni: il tempo ha dimostrato chi aveva ragione) e sono amplificate anche da qualcuno che ha in tasca un tesserino da giornalista (l’Ordine non dovrebbe vigilare?); sconcerto perché una società importante come l’Atalanta prima fa finta di non vedere durante la partita e poi al termine riesce a fare peggio non prendendo le distanze da questi teppisti, quasi a voler dare ragione alle tesi dei magistrati che considerano il club di Percassi molto «sensibile» agli umori di questa gentaglia. Pelucchi (e la Gazzetta) continuerà come sempre a fare il suo lavoro e a informare i lettori. La speranza è che la stessa cosa facciano le istituzioni. Iniziando da quelle sportive".

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Lun 26 Novembre 2012 alle 13:00 / articolo letto 6152 volte
Autore: Enea Zampoleri / Twitter: @EZampoleri