A San Siro succede tutto e il contrario di tutto con l'Inter che sembra riuscire a essere più forte degli infortuni che hanno falcidiato tutto il reparto offensivo e di poter comunque cullare ancora un sogno impossibile chiamato Champions League, prima di risvegliarsi colpita e affondata dai colpi di Bonaventura, Denis e dagli errori della difesa e della terna arbitrale. Una gara che ha avuto come ciliegina finale una mega rissa con Schelotto opposto a ex compagni con cui di certo non si è lasciato certamente in buoni rapporti.

Riavvolgiamo però il nastro della serata e facciamo un po' di chiarezza. L'Inter parte benino, ma dopo mezzora perde Cassano per l'ennesimo problema fisico. Con Rocchi in campo dal primo minuto e solo due primavera in panchina Stramaccioni decide di dare una chance ad Alvarez che impatta subito malissimo sulla partita sbagliando un gol facile e prendendosi i fischi di un San Siro poco paziente con lui. Ma nel finale ecco l'inaspettato: Cross dalla sinistra, tocco in area di Rocchi e Inter in vantaggio col gol numero 100 del centravanti che arriva ben 14 mesi dopo l'ultima gioia in Serie A dell'ex laziale, che sembra riportare serenità e dare nuova vita alla squadra milanese.

Nella ripresa succede di tutto e di più: Bonaventura pareggia i conti sulla prima disattenzione di una difesa che da lì a poco si scioglierà sotto i colpi di Denis e comapagni, ma immediata reazione dell'Inter. Un uno-due firmato dal ritrovato Ricky Alvarez che tramuta i fischi in applausi scroscianti e sembra prendersi la squadra sulle spalle in un momento di grandissima emergenza pronto finalmente a conquistare il proprio pubblico e farlo ricredere.

La gara però regala ancora emozioni. Sale infatti in cattedra Gervasoni che, in una giornata già segnata dai tanti errori arbitrali, si inventa un calcio di rigore per l'Atalanta che risveglia la squadra di Colantuono e affonda - psicologicamente più che sul piano del risultato - un'Inter fragile. Denis dal dischetto riapre la partita e poi nel giro di dieci minuti la chiude stendendo i milanesi con altre due reti: la prima di pregevole fattura, la seconda sfruttando l'ennesimo errore di una difesa che nonostante il rientro di Samuel sembra non avere ancora assimilato i meccanismi difensivi e i movimenti voluti dal tecnico, forse anche a causa del continuo passaggio dalla difesa a tre a quella a quattro e viceversa. Una tripletta che Denis dedica ai cittadini di La Plata colpiti da un nubifragio che ha portato morte e distruzione, e che l'Atalanta tutta dedica all'ex presidente Ruggeri scomparso in settimana.

Il finale è invece indegno della Serie A: prima una serie di scambi da saloon a centro area fra Schelotto e Raimondi, col secondo espulso. E dopo il fischio finale una furiosa rissa in mezzo al campo con ancora l'argentino, ex poco amato in casa bergamasca, protagonista in un tutti contro tutti che viene sedato a fatica dalle rispettive panchine.

L'Atalanta vince, insperatamente, e muove così un passo importante verso la salvezza grazie ai suoi uomini di maggiore qualità: il bomber Denis e quel Bonaventura che merita sempre di più la Nazionale. L'Inter perde e dice addio ai sogni Champions e da domani dovrà iniziare a pedalare a testa bassa per conquistare almeno la qualificazione in Europa League in un momento di estrema emergenza offensiva, ma potendo contare su due giocatori ritrovati come Rocchi e Alvarez.

 

Sezione: Copertina / Data: Dom 07 aprile 2013 alle 23:00 / Fonte: tmw
Autore: Redazione TA / Twitter: @tuttoatalanta
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