Per un lungo periodo l'Atalanta ha avuto troppi interpreti offensivi. Se Gomez e Zapata erano intoccabili, Muriel quasi, c'era una batteria di trequartisti inutilizzati. Ilicic ha avuto più bassi che alti nell'ultimo anno - con eccezione dello 0-3 rifilato al Milan - Malinovskyi ha avuto problemi di ernia inguinale, Pasalic è stato costretto a operarsi, Miranchuk ha pagato lo scotto dell'ambientamento, Pessina ha studiato per mesi prima di essere inserito come titolare, Lammers è forse acerbo per togliere spazio ai due colombiani.

Così la sensazione è che con l'addio di Gomez e l'inserimento di Kovalenko, più difensivo rispetto all'argentino, ci potesse essere un cambio di paradigma. Meno attaccanti, un atteggiamento più difensivo. E fino a un certo momento è stato così, pur con qualche alto e basso (soprattutto a gennaio con Lazio e Torino), mentre nelle ultime due settimane, anche per necessità virtù, è stato utilizzato un 4-2-3-1 che permette l'inserimento di un giocatore offensivo in più, inserendo Toloi sulla destra come difensore - all'occorrenza diventando terzo centrale - e arretrando Gosens che, in ogni caso, si butta dentro quando si sviluppa l'azione.

Così la sensazione è che in realtà l'Atalanta non abbia intenzione di abdicare dal suo metodo di gioco iper offensivo, con la tendenza a segnare un gol in più rispetto al subirne uno in meno. Gli uomini di mercato nerazzurri hanno già iniziato a cercare un post Gomez: un trequartista che possa fare la seconda punta, fantasioso, magari giovane e da crescere. Un De Paul con qualche anno in meno (anche perché l'argentino costa 35 milioni e vuole un ingaggio fuori dai canoni nerazzurri). E il sacrificato può essere Ilicic, 33 primavere, straordinario fino alla scorsa.

Sezione: Copertina / Data: Lun 05 aprile 2021 alle 20:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
Vedi letture
Print