L'espressione ieri, durante l'apertura dello Store Atalanta in Piazza Libertà, del patron Antonio Percassi è stata (quasi) chiara, perchè qualcosa verrà sacrificato per mantenere in linea ed equilibrato il bilancio della Società atalantina, come da filosofia che da anni regna in quel di Bergamo. Il pezzo più pregiato e conteso dal mercato della prossima estate sarà senza dubbio Giacomo Bonaventura. A tal proposito, ecco il punto sul talento nerazzurro da sempre seguito con occhi di riguardo da chi lo ha visto crescere fin dai tempi delle giovanili, cioè il nostro Direttore Lorenzo Casalino.
Un percorso di crescita che parte da Zingonia.
«Ho avuto la fortuna di poter assistere alla crescita di Giacomo Bonaventura dai tempi della Primavera di Alessio Pala in simbiosi con quello che era il mio argomento di lavoro, in ambito giornalistico, qualche anno fa. Sicuramente è vistosamente cambiato a livello fisico, era molto più esile ai tempi, ma già faceva intravedere delle cose importanti».
Cosa l'aveva colpito in particolare?
«La sua lettura di gioco, rapida ed efficace nel giocare la palla cercando spesso e volentieri la profondità per gli attaccanti. Il Bonaventura della Primavera era un giocatore che dava in maniera continuativa il proprio apporto alla mediana in primis e poi faceva ripartire il gioco nel 4-4-2 a rombo. La posizione di gioco però non sempre lo vincolava, anche perchè sapeva già con intelligenza giostrare per tutto il fronte della manovra a lui richiesta».
E il suo rapporto con il gol?
«Non era sempre continuo, ma giocava molto per la squadra e si sapeva anche conciliare con chi aveva delle caratteristiche simili alle sue come trequartista come Nicolò Crotti (Classe 1989, Pontisola, Serie D - ndr). Il gol era affidato a Michele Marconi, tante delle sue reti nascevano appunto dall'ultimo passaggio di Jack».
Pergocrema e poi Serie B a Padova con 16 presenze per Bonaventura.
«Col Pergo è stata una parentesi condizionata da una condizione fisica sfortunata per infortuni, poi in B col Padova è stato uno degli autori dei playoff del club biancoscudato. Dopo l'esperienza veneta, diciamo che è partito il progetto atalantino mirato a far di Bonaventura un giocatore importante».
Bonaventura è pronto per il salto di qualità?
«Ha dimostrato quest'anno di confermare una certa continuità di rendimento fondamentale per poter ambire a piazze importanti - dichiara Casalino, in esclusiva, ai microfoni di TuttoAtalanta.com -. Ha preso per mano l'attacco nerazzurro con molta personalità, umiltà e seguendo sempre le direttive tattiche di chi, meglio di qualsiasi altro, ha saputo valorizzare questa crescita in campo, cioè il tecnico Stefano Colantuono».
Quante probabilità ci sono che possa rimanere in maglia atalantina?
«Bonaventura lascerà Bergamo solo se arriverà a Zingonia un'offerta ritenuta adeguata alle quotazioni che ha dimostrato di saper valere in questa stagione, di certo il Dg Pierpaolo Marino non lascerà partire Jack se non a condizioni per le quali l'Atalanta possa pensare di perdere un gioiello del patrimonio calcistico italiano».
Tanti i club interessati a lui: Fiorentina, Juventus, Inter...
«Diciamo che, come ogni talento di stagione, il calciomercato poi fa la sua parte basti vedere il tam tam mediatico che ha visto protagonista la scorsa stagione anche Manolo Gabbiadini - conclude Casalino -. Al momento, a parer mio, Bonaventura ha un piede lontano da Bergamo, nel caso contrario siamo tutti consapevoli e certi che Jack possa essere considerato il top-player che avvalori l'Atalanta anche nella prossima stagione in A».
Autore: Redazione TA / Twitter: @tuttoatalanta
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