La Primavera della Lazio è per la quinta volta nella sua storia campione d'Italia e grande merito è dell'allenatore Alberto Bollini, che ha saputo guidare i suoi ragazzi verso una netta vittoria con tre reti di vantaggio su una comunque buona Atalanta. "Volevamo questa vittoria, volevamo esprimere quello che è il concetto di maglia; spesso i ragazzi delle giovanili perdono il senso del gioco e del divertimento, invece questi ragazzi il senso della maglia ce l'hanno addosso - ha commentato soddisfatto il tecnico della compagine laziale -. Avevamo cinque ragazzi che avevano perso la finale lo scorso anno, sette ragazzi arrivavano dagli Allievi, c'è stato un grande mix tra il lavoro dell'anno scorso e gli innesti, questo mix ci ha portato a questo gruppo. Per me è una grande soddisfazione, è una gioia che ripaga i tanti sacrifici del lavoro quotidiano. La Lazio ha stra meritato questa vittoria, contro un'Atalanta che ha dimostrato di avere un grande marchio di fabbrica ed educazione".

Anche il presidente della Lazio Claudio Lotito ha voluto celebrare la vittoria della squadra principe del settore giovanile biancoceleste. "Credo che questo successo confermi la bontà del nostro lavoro, fatto di logiche di progetto e di programmazione. Tutti continuano a dire che sono fortunato, ma la verità è che nel calcio ci sono delle regole e se vengono rispettate arrivano i risultati - ha analizzato il numero uno societario del club romano -. I successi della prima squadra, della Salernitana e della Primavera, aspettando gli Allievi, ne sono la conferma. La prerogativa è quella dell'unione del gruppo, dello spirito di squadra, e questi ragazzi hanno dimostrato di possedere queste virtù. Il dimagrimento economico della nostra società ha portato grandi risultati, spostando l'obiettivo sul singolo, sulla mente e sullo spirito dei ragazzi per farne degli uomini veri, oltre che degli atleti. È una grande soddisfazione e il popolo laziale deve andarne fiero, anche perché credo che il nostro percorso progredirà in modo geometrico e aritmetico, senza acquistare campioni ma investendo su giocatori sconosciuti che possono dare tanto".

Autore della doppietta decisiva in finale e di una straordinaria annata, il top player della Primavera bianconceleste Danilo Cataldi ha detto la sua sulla vittoria finale. "La soddisfazione è tanta. Dopo la delusione dell'anno scorso, c'era voglia di ricominciare con i ragazzi nuovi - ha sottolineato il numero "cinque" laziale -. Dal girone di ritorno in poi siamo cresciuti tantissimo, credo che alla fine la nostra vittoria sia meritatissima. Neanche io mi aspettavo che potessimo fare così bene. In queste tre partite siamo stati impeccabili, anche stasera abbiamo dato tutto e schiacciato l'Atalanta. Mi sento benissimo: ho segnato due gol, ma anche se avessimo vinto con un gol di un altro compagno o grazie a un'autorete, sarebbe stato lo stesso".

Assegnato a Danilo Cataldi, neo Campione d'Italia con la Lazio, il premio "Piermario Morosini", quale miglior giocatore della Fase Finale del Campionato Primavera TIM - Trofeo "Giacinto Facchetti" 2012-2013. Il numero "cinque" biancoceleste, autore di una doppietta nella Finale contro l'Atalanta, è stato premiato da Piergiulio Morosini, cugino del giocatore del Livorno tragicamente scomparso un anno fa. La Lazio, invece, è stata premiata dal Presidente della Lega Serie A, Maurizio Beretta, dal Direttore Generale della Lega Serie A, Marco Brunelli, e da Luca Facchetti, figlio di Giacinto Facchetti.

Sezione: L'avversario / Data: Lun 10 giugno 2013 alle 11:00
Autore: Enea Zampoleri / Twitter: @EZampoleri
vedi letture