C'è un'ombra pesantissima sul finale di campionato. La partita tra Torino e Juventus, in programma alle 20.45 allo stadio Olimpico-Grande Torino come ultima giornata della Serie A Enilive 2025-26, è sospesa per ragioni di ordine pubblico. Il tunnel è ancora vuoto, le squadre sono rientrate negli spogliatoi e il Derby della Mole che avrebbe dovuto chiudere la stagione si è trasformato in una serata di cronaca drammatica, con un tifoso in ospedale in codice rosso e una città in stato di tensione.
LA VIOLENZA CHE PRECEDE IL DERBY - Gli scontri sono scoppiati già nel pomeriggio, intorno alle 17.30, nei pressi dello stadio. Gruppi degli ultras bianconeri — in particolare Tradizione e Drughi — hanno tentato di raggiungere i sostenitori granata radunati vicino alla curva Maratona, in piazzale San Gabriele di Gorizia. Le forze dell'ordine, schierate in assetto antisommossa, sono intervenute con gas lacrimogeni per separare i gruppi. Gli ultras hanno risposto lanciando bottiglie di vetro, pietre e torce contro gli agenti. Quattro poliziotti sono rimasti feriti. I fermati sono più di uno. Una seconda ondata di tensione ha visto i due gruppi entrare brevemente in contatto prima di essere nuovamente dispersi.
IL FERITO GRAVE CHE HA FERMATO TUTTO - La scintilla che ha bloccato il derby è l'ospedalizzazione di un uomo di 45 anni, tifoso bianconero, trasportato prima al Mauriziano e poi al Centro traumatologico ortopedico con un trauma cranico in codice rosso. Le indagini sono in corso per ricostruire le circostanze esatte — forse colpito da una pietra durante la fase più caotica degli scontri. La buona notizia, riportata da più fonti, è che il tifoso non sarebbe in pericolo di vita. Ma la notizia ha fatto da detonatore nel settore ospiti dell'Olimpico-Grande Torino, dove la reazione degli ultras bianconeri è stata immediata e compatta: gran parte ha abbandonato gli spalti per trasferirsi nell'antistadio, inneggiando «non giocate la partita, sospendetela».
LOCATELLI DAVANTI AGLI ULTRAS - Il momento più significativo di una serata surreale è stato il confronto diretto tra Manuel Locatelli, capitano della Juventus, e la tifoseria organizzata bianconera. Accompagnato dalla sicurezza, Locatelli si è avvicinato alla curva per ascoltare le ragioni degli ultras, che gli hanno chiesto esplicitamente di non scendere in campo in segno di solidarietà con il loro compagno ferito. La risposta ufficiale della dirigenza bianconera, con il responsabile Comolli che ha assicurato che la partita si sarebbe giocata e che lui stesso si sarebbe recato in ospedale dal tifoso a match concluso, non ha placato gli animi. Le squadre sono poi rientrate negli spogliatoi: il tunnel dell'Olimpico-Grande Torino è rimasto vuoto.
UN SEGNALE DI SOLIDARIETÀ ANCHE DAI GRANATA - In un gesto raro in un derby ad alta tensione come quello torinese, gli ultras del Torino hanno rimosso i propri striscioni dalle balconate dello stadio in segno di rispetto per il tifoso juventino ferito. Un momento di umanità che ha fatto il giro dei social in pochi minuti, e che racconta come anche dentro il calcio più spigoloso possa emergere qualcosa di diverso.
LE ALTRE PARTITE VANNO AVANTI - Mentre a Torino il calcio si fermava, le altre quattro partite delle 20.45 dell'ultima giornata di Serie A proseguivano regolarmente. Il Derby della Mole è rimasto in attesa: un'attesa che ha trasformato la serata conclusiva del campionato in qualcosa di molto più scomodo di una semplice partita di calcio. Perché certi finali di stagione li scrivono i numeri in classifica. Questo, invece, lo ha scritto la cronaca nera di una domenica che nessuno dimenticherà facilmente.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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