Erling Haaland porta Norwegian Air Shuttle in tribunale. L’attaccante del Manchester City ha avviato un’azione legale contro la compagnia aerea low-cost norvegese, accusandola di aver utilizzato la sua immagine per fini commerciali senza autorizzazione.

Al centro della controversia c’è una campagna pubblicitaria lanciata dal vettore in occasione dei Mondiali 2026. La compagnia aveva personalizzato un proprio aereo utilizzando un’immagine ispirata alla celebre coda di cavallo bionda di Haaland, accompagnandola con lo slogan: «Non siamo mai sembrati così norvegesi».

L’IMMAGINE DEL BOMBER AL CENTRO DELLA CONTROVERSIA - Secondo il team legale dell’attaccante, la campagna avrebbe sfruttato la popolarità, la reputazione e l’identità visiva di Haaland per promuovere il marchio senza che fosse stato raggiunto alcun accordo con il giocatore.

La contestazione riguarda dunque l’utilizzo commerciale di elementi immediatamente riconducibili al centravanti norvegese. Per i legali di Haaland, il riferimento alla sua caratteristica acconciatura avrebbe reso il collegamento con il calciatore sufficientemente evidente da configurare una violazione dei suoi diritti d’immagine.

La vicenda è nata nel pieno dell'attenzione internazionale riservata alla nazionale norvegese durante il torneo. Haaland, simbolo della squadra e uno dei giocatori più riconoscibili del calcio mondiale, è diventato così anche il protagonista involontario di una campagna pubblicitaria che Norwegian aveva concepito come iniziativa ironica e patriottica.

LA DIFESA DELLA COMPAGNIA - Norwegian Air Shuttle ha accolto con sorpresa l’iniziativa giudiziaria e ha respinto l’idea che la campagna fosse stata pensata per appropriarsi commercialmente dell’immagine del giocatore.

La compagnia ha sostenuto che l’intento fosse semplicemente quello di celebrare la nazionale norvegese e accompagnarne il percorso ai Mondiali. «Volevamo semplicemente sostenere la nostra squadra», ha spiegato un portavoce del vettore, mostrando sorpresa per la decisione di Haaland di procedere legalmente.

La disputa mette così a confronto due interpretazioni della stessa campagna: da una parte la società, che considera l’iniziativa un omaggio ironico alla Norvegia e alla sua nazionale; dall’altra il calciatore, che attraverso i propri legali contesta l’utilizzo di elementi associati alla propria identità per scopi pubblicitari.

UNA BATTAGLIA SUI DIRITTI D’IMMAGINE - La questione dovrà ora essere valutata nelle sedi competenti. Il caso riporta al centro dell’attenzione il tema dei diritti d’immagine degli atleti più famosi, soprattutto quando una campagna pubblicitaria utilizza riferimenti visivi capaci di evocare immediatamente una determinata persona senza mostrarne necessariamente il volto.

Per Haaland, la caratteristica coda di cavallo è infatti diventata negli anni uno degli elementi più riconoscibili della sua immagine pubblica. Per Norwegian, invece, il richiamo era inserito in una più ampia iniziativa dedicata alla nazionale.

La battaglia legale è appena cominciata e sarà ora necessario stabilire se l’ironia della campagna possa essere considerata un semplice omaggio alla squadra nazionale o se, come sostiene il giocatore, abbia oltrepassato il limite dell’utilizzo commerciale non autorizzato della sua identità.

Sezione: Altre news / Data: Gio 08 ottobre 2026 alle 15:30
Autore: Daniele Luongo
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