Caldara e la Conference League, una competizione che l'ex difensore nerazzurro rifiuta di considerare un ripiego. Alle colonne de L'Eco di Bergamo, Mattia Caldara ha tracciato le prospettive stagionali dell'Atalanta, tra ambizioni continentali e insidie di classifica, ha indicato in Scalvini un possibile riferimento assoluto nel ruolo e ha detto la sua sulla sfida di lunedì contro la sua ex squadra.

UN OBIETTIVO VERO - All'idea di snobbare la coppa europea risponde con due parole che non lasciano margini: «Assolutamente no». La competizione, sostiene, viene spesso sminuita a torto, perché «è una coppa europea, dà prestigio, visibilità e autostima». Da qui la convinzione più forte: «L'Atalanta può vincerla», e anzi ha il dovere di provarci, sapendo che il cammino nella Conference League si deciderà davvero dai quarti di finale in avanti.

IL RISCHIO CLASSIFICA - Proprio quel percorso, però, ha un rovescio che Caldara non nasconde. In una stagione di trasformazione, avverte, «sarà dura arrivare al settimo posto», e paradossalmente sarebbe più semplice riuscirci uscendo presto dalle coppe. Se invece la squadra dovesse spingersi lontano in Europa, potrebbe pagare qualche punto nel finale di campionato, con il pericolo concreto di chiudere ottava e restare fuori dalle competizioni continentali. Un'analisi controcorrente, che fotografa il dilemma di una stagione a due velocità.

LA SCOMMESSA SU SCALVINI - Sul difensore che occupa il suo vecchio ruolo, l'ex nerazzurro è prudente e fiducioso insieme. L'adattamento al nuovo sistema non è garantito, ma per Giorgio Scalvini dovrebbe essere più agevole di quanto lo sia stato per lui, perché è meno marcatore, più tecnico e più pulito nella costruzione. Se completerà il passaggio alla difesa a zona, la previsione è impegnativa: «può diventare l'italiano più forte nel ruolo». E la spiegazione rivela l'occhio dell'allenatore in formazione: «il livello di un difensore lo capisci quando gioca a quattro, non a tre», perché lì i margini di rischio si restringono.

PRIMA I PUNTI - Sulla gara contro il Venezia, Caldara prende garbatamente le distanze dalla linea del tecnico nerazzurro, che ha chiesto prima di tutto una prestazione: «in questo momento penserei prima ai punti», dice, anche a costo di vincere giocando male, perché il risultato aiuta il morale e il gioco può arrivare in un secondo momento. Ma l'avversario non va sottovalutato: «il Venezia va rispettato», e Giovanni Stroppa, che schiera la squadra a viso aperto, secondo lui non meriterebbe la classifica che ha. L'augurio è doppio: l'Europa per i nerazzurri, la salvezza per i lagunari, purché i punti comincino ad arrivare dalla partita successiva.

Ambizione in coppa, prudenza in campionato, pragmatismo per l'immediato: lo sguardo di Caldara sull'Atalanta è quello di un tifoso che ragiona già da allenatore.

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Sezione: Conference League / Data: Sab 10 ottobre 2026 alle 10:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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