La nuova Atalanta di Maurizio Sarri fa bene anche all'Italia. Parola di Giorgio Scalvini, che nella conferenza stampa tenuta a Coverciano durante il ritiro azzurro ha attribuito al nuovo sistema difensivo nerazzurro una parte dei suoi progressi, allargando poi il discorso al rapporto con il commissario tecnico, al clima del gruppo e all'esame che attende la Nazionale contro la Francia.

SCALVINI E LA DIFESA DI SARRI - L'intesa mostrata al fianco di Alessandro Bastoni ha radici anche a Bergamo. Il difensore lo riconosce senza esitazioni: «Giocare con la linea a quattro con Sarri mi aiuta, più imparo e meglio è». Una frase che vale come una promozione per il lavoro quotidiano di Zingonia: il cambio di assetto voluto dal tecnico nerazzurro, lontano dalla difesa a tre che aveva accompagnato la sua crescita, si sta rivelando un investimento anche in chiave azzurra.

UN ANNO DI CAMBIAMENTO - Il centrale legge questa stagione come un passaggio di crescita, prima ancora che come una sfida: «Penso che questo sia un anno di cambiamento dove allo stesso tempo posso imparare tanto». E l'obiettivo personale è dichiarato con altrettanta chiarezza: «Mi piacerebbe essere al 100% sotto ogni punto di vista per dare tutto con il club e con la Nazionale». Parole che tradiscono la voglia di lasciarsi alle spalle ogni rallentamento e di ritagliarsi un ruolo da protagonista su entrambi i fronti.

IL RAPPORTO CON MANCINI - Con Roberto Mancini, che lo aveva fatto esordire in Nazionale a soli 18 anni, il legame resta solido. Scalvini ne apprezza soprattutto un tratto umano: «Mi piace la trasparenza con cui mi dice le cose oltre al bagaglio calcistico che ha». Rispetto a quel debutto, vissuto senza sapere bene cosa aspettarsi, oggi il difensore vede un progetto più definito, con un'identità che inizia a prendere forma: «Mancini vuole una squadra che cerchi di dominare la partita e ci dice di divertirci». Un'Italia ambiziosa nelle intenzioni, dunque, e leggera nell'approccio.

LA SPINTA DELLA TURCHIA - Il successo di Bursa ha lasciato in eredità soprattutto fiducia. Scalvini parla di un gruppo che ha preso coscienza dei propri mezzi dopo la vittoria ottenuta sul campo della Turchia nell'ultima uscita azzurra: «Ci ha dato la consapevolezza che siamo una squadra forte». Decisivo, nel suo racconto, il ruolo dei più esperti: «I senatori stanno aiutando tanto noi giovani ed è molto importante». Uno spogliatoio unito, in cui le generazioni si passano il testimone con naturalezza.

CHIELLINI E BONUCCI - Lo sguardo corre anche ai grandi difensori del passato recente. Su Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci il giudizio è netto: «Sono leggende del calcio». Per il giovane centrale aver condiviso con loro alcune sedute è stato un privilegio, e la presenza di Bonucci nello staff azzurro rappresenta ancora oggi un riferimento prezioso.

LA SFIDA CON LA FRANCIA - Resta l'ostacolo più alto. Scalvini non nasconde il rispetto per i transalpini, considerati tra le migliori selezioni al mondo e temibili soprattutto nel reparto offensivo: «In attacco hanno una qualità e una velocità superiore a tutti». Nessun timore reverenziale, però: l'Italia affronterà la partita con coraggio e a viso aperto, trasformando l'esame in un'occasione. «Confrontarci con una squadra così forte è anche un ottimo modo per capire a che punto siamo».

Dalla scuola di Sarri alla fiducia di Mancini: per Scalvini il doppio percorso tra Bergamo e Coverciano procede nella stessa direzione.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Italia / Data: Mer 30 settembre 2026 alle 20:59
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture