Giovanni Malagò ha parlato da Coverciano dopo le dichiarazioni di sostegno arrivate dalla Lega Serie A attraverso il presidente Ezio Simonelli. Il numero uno della FIGC ha spiegato di non aver mai percepito un venir meno del sostegno dei club.

“Onestamente no, magari nella testa o nei retroscena di qualcuno”, ha spiegato Malagò, sottolineando come le parole di Simonelli abbiano confermato una situazione che, a suo dire, era già nota. “I presidenti della Serie A li avevo visti e sentiti nei giorni scorsi”, ha aggiunto.

IL FUTURO DI COVERCIANO - Per Malagò non si è trattato della prima visita a Coverciano. Il presidente della FIGC ha raccontato di aver già incontrato gli amici dell’Assoallenatori e di aver trascorso con loro un pomeriggio di confronto. Durante la giornata, invece, ha dedicato circa due ore alla valutazione di diversi progetti e investimenti destinati al centro tecnico federale. “È tutto bellissimo, ma penso che nel tempo ci sia necessità di uniformarsi alle esigenze di quella che vogliamo sia sempre di più un’eccellenza del calcio italiano”, ha spiegato Malagò, evidenziando la volontà di rafforzare il ruolo di Coverciano anche sul piano internazionale. Il presidente ha inoltre incontrato lo staff e le persone che lavorano quotidianamente nella struttura: “Penso che a breve faremo una riunione specifica”.

IL MOMENTO DELICATO E LA NAZIONALE - Interpellato sulle situazioni ancora in sospeso che lo riguardano e sulla posizione della capodelegazione Diana Bianchedi, Malagò ha escluso un parallelismo tra le due vicende e ha negato che possano condizionare il lavoro della Nazionale. “Non credo possano influenzare in modo assoluto, anzi penso che possano essere da stimolo”, ha dichiarato. Sul mancato svolgimento della Giunta, invece, ha ricordato che una riunione è già prevista per ottobre: “La calendarizzazione delle Giunte c’è da sempre”.

IL MESSAGGIO AGLI AZZURRI - Malagò ha poi raccontato il messaggio rivolto agli Azzurri, sottolineando l'importanza di adattare il modo di comunicare alle caratteristiche della squadra e al momento della stagione. “Ho parlato di fiducia, di ottimismo, di consapevolezza”, ha spiegato. L’obiettivo, ha aggiunto, è affrontare l’impegno con serenità, senza perdere di vista le responsabilità legate alla maglia azzurra. “L’Italia ci guarda, più che mai. Non dobbiamo dimostrare solo una certa fiducia, ma che loro sono al centro di questo discorso”, ha sottolineato.

TRA ESPERTI E GIOVANI - Malagò ha espresso apprezzamento per l’attuale mix tra giocatori esperti e giovani presenti nella Nazionale. “Sarei un pazzo se dicessi di no”, ha risposto a chi gli chiedeva se gli piacesse questa impostazione. Secondo il presidente della FIGC, la squadra deve essere costruita guardando sia al presente sia al futuro. Il riferimento è anche ai prossimi grandi appuntamenti internazionali: “Tra due anni giochiamo un Europeo, tra quattro anni un Mondiale, risultati permettendo, e tra sei anni un Europeo in casa”.

EURO 2032, ATTESA PER GLI STADI - Sul fronte degli impianti per Euro 2032, Malagò ha confermato che la UEFA ha inviato una comunicazione alle amministrazioni comunali proprietarie degli stadi, chiedendo eventuali integrazioni rispetto alla documentazione presentata alla fine di luglio. “Ci sono state almeno un paio di novità positive”, ha rivelato il presidente della FIGC, spiegando che alcune città hanno annunciato ulteriori integrazioni entro la fine di settembre. La scadenza indicata per la documentazione è fissata al 1° ottobre.

LE ASPETTATIVE E IL RAPPORTO CON I TIFOSI - Malagò ha infine riflettuto sul rapporto tra risultati sportivi e aspettative del pubblico, ricordando la storica semifinale dei Mondiali del 1970 tra Italia e Germania Ovest. Il presidente della FIGC ha sottolineato come il giudizio sui risultati dipenda anche dalle aspettative e dal percorso compiuto dalla squadra. “Il confronto dipende dalle aspettative”, ha osservato.

UNA NAZIONALE SEMPRE PIÙ MULTIETNICA - Infine, Malagò ha commentato le parole di Kayode sulla possibilità che la Nazionale italiana possa seguire il modello già visto in altre discipline sportive, come atletica e volley, diventando sempre più rappresentativa di una società multiculturale. “È un dato di fatto, mi sembra inequivocabile”, ha concluso.

Sezione: Italia / Data: Mer 23 settembre 2026 alle 15:45
Autore: Daniele Luongo
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