Giovanni Malagò si gode l'onda azzurra. Al termine della giornata di incontri al CONI che ha portato alla sua nomina a commissario della Federcalcio, il dirigente ha parlato – come riporta TuttoMercatoWeb – del momento positivo della Nazionale di Roberto Mancini, senza sottrarsi alle domande sulla vicenda istituzionale appena chiusa.

L'ENTUSIASMO AZZURRO - Il primo pensiero va al clima che si respira attorno alla squadra. Malagò non nasconde la soddisfazione: «Sono molto felice, vedo anche gli italiani che cominciano ad esserlo». Ma invita alla prudenza, consapevole che il cammino è appena cominciato: «Siamo proprio all'inizio di un percorso, ci saranno momenti difficili». Intanto, ricorda, l'Italia occupa il secondo posto nel girone con buone prospettive in Nations League, mentre l'Under 21 ha centrato la qualificazione e coltiva concrete speranze olimpiche.

I NUMERI DELLA TV - A colpire il commissario è soprattutto la risposta del pubblico. Il dato lo snocciola con evidente orgoglio: «Ieri c'è stato il 40% di share, 8 milioni di telespettatori, ma quello che mi ha impressionato sono i 4 milioni di italiani che hanno seguito i commenti post». Un segnale che va oltre il risultato del campo: la Nazionale è tornata a essere un argomento di conversazione anche a partita finita.

IL PLAUSO A MANCINI - Da qui il ringraziamento a chi ha reso possibile la ripartenza: «Un plauso a Mancini, ai ragazzi, a Ranieri, a Baldini». Un riconoscimento che coinvolge Claudio Ranieri e Silvio Baldini, accomunati al ct nel merito di un rilancio che Malagò vuole accompagnare: «Se possibile vorrei continuare a lavorare pensando anche ad altre cose».

IL CHIARIMENTO CON BUONFIGLIO - Sul fronte istituzionale, il dirigente sceglie l'ironia per descrivere i rapporti con Luciano Buonfiglio: «Incomprensioni mi sembra un termine affettuosamente eufemistico». Poi ricostruisce i passaggi della giornata: la telefonata ricevuta il giorno prima mentre si trovava a Bologna, l'incontro chiesto e accettato prima della Giunta, una proposta condivisa in pieno e confermata da tutti i componenti, fino al passaggio in Consiglio nazionale. Alla base della scelta, spiega, una motivazione precisa: «L'ho fatto per amore dello sport, del Coni e per i miei colleghi di giunta, per evitare spaccature e imbarazzo».

NÉ VINCITORI NÉ VINTI - Alla domanda su chi esca vincitore dalla contesa, Malagò preferisce non alimentare polemiche e lascia il giudizio a chi ha seguito la vicenda, suggerendo una lettura conciliante: «magari non ci sono né sconfitti né vincitori».

SGUARDO AVANTI - Chiusa la partita istituzionale, l'attenzione torna al campo. E lì, per ora, il calcio italiano ha ritrovato motivi per sorridere.

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Sezione: Italia / Data: Mar 06 ottobre 2026 alle 20:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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