Christian Vieri non ha dubbi sul futuro di Pio Esposito, e ne ha pochissimi anche sul resto. In un'ampia intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, l'ex centravanti azzurro ha attraversato senza filtri tutti i temi della settimana: la sosta appena conclusa, la Nazionale di Mancini, i giovani, la ripresa del campionato e perfino il lungo stop di Sinner.

LA SOSTA BOCCIATA - Si parte da una stroncatura. Venti giorni di stop e quattro partite in undici giorni, per una finestra che non era né un Mondiale né un Europeo: per Vieri una scelta senza logica. Il giudizio è tranchant: «Ma che roba è? Una roba ridicola». E il responsabile ha un nome preciso: «stavolta l'Uefa ha toppato proprio».

MANCINI E I GIOVANI - Sull'Italia, invece, solo applausi. Al di là delle polemiche che avevano accompagnato il ritorno di Roberto Mancini, Bobo apprezza del ct soprattutto il coraggio: «lui cambia le squadre e dà spazio ai giovani». Una qualità che considera preziosa per l'intero movimento: «Perché lo fanno in pochi e il suo esempio conta».

SCAMACCA E IL GOL DELLA RABBIA - Il paragone con la sua potenza, a proposito della rete di Scamacca contro la Turchia, lo respinge con un sorriso: «No, sembrava Scamacca». Un gol che per Gianluca Scamacca, frenato da qualche infortunio di troppo, ha un valore psicologico: «fare un gol in Nazionale è importante anche a livello mentale, ti carica». E sulla mancata esultanza per stanchezza, Vieri si schiera dalla sua parte: «Giocare in Nazionale è ancora più faticoso, fidatevi».

PIO ESPOSITO, IL FUTURO RE DEL GOL - Il pronostico più forte riguarda Francesco Pio Esposito, già a quota sette reti in azzurro a 21 anni. Per Vieri la traiettoria è segnata: «fra sette-otto anni batterà il record di Gigi Riva». Nel frattempo, però, dovrà ancora affinare i movimenti, soprattutto in area di rigore, prima di toccare cifre importanti anche nei club: «tra due-tre anni inizierà pure lui a fare i suoi venti gol a stagione». Se proprio deve sceglierne un modello, l'ex bomber lo accosta a Luca Toni: «Pio è più simile a Toni, secondo me». Pur avvertendo che i paragoni rischiano di pesargli. E sul dilemma di Cristian Chivu tra lui e Marcus Thuram, nessun dubbio: «Se alleni una grandissima squadra devi saper fare delle scelte». Elogi anche per il fratello Sebastiano Esposito, apprezzato per il modo in cui ha saputo «legarsi» con il centrocampo.

MALDINI E KEAN - Per Daniel Maldini la ricetta è semplice: «Daniel ha bisogno solo di giocare: spesso, non ogni tanto». Solo con la continuità, spiega, si capisce davvero il proprio livello e si dà a chi allena la possibilità di valutarlo. Ecco perché approva il trasferimento a Cagliari: «meglio una squadra più piccola, ma dove giochi trenta partite». Discorso diverso per Moise Kean al Como, attaccante completo che ha sempre trovato spazio: la scelta è giusta, a una condizione. «Se gioca, sì».

L'UNDER 21 DI BALDINI - Affezionato alla selezione che lo ha lanciato, Vieri riconosce i meriti di Silvio Baldini: «Baldini è un buon allenatore per i giovani». Tra i talenti cita gli attaccanti capaci di segnare ma anche di servire i compagni, come Mattia Liberali e Luca Koleosho. E sul gol da oltre settanta metri di Cher Ndour riporta tutti con i piedi per terra: «Ma quella di Ndour è stata anche fortuna», precisando che il centrocampista sta dimostrando ben altre qualità.

COMO-ROMA E FÀBREGAS - La ripresa offre subito un big match tra due squadre offensive, e Vieri immagina un Gian Piero Gasperini che avrà spremuto durante la sosta Donyell Malen e Paulo Dybala, rimasti a Trigoria: «si saranno allenati a duemila». Ma guai a parlare di anti-Inter dopo sei giornate: «Fasullerie». Quanto alla filosofia di Cesc Fàbregas, che preferisce perdere giocando a modo suo, la riconosce dai tempi dell'Atletico Madrid: comandare il gioco paga, perché «così è più facile vincere».

INTER, LAZIO E NAPOLI - Per i nerazzurri, attesi dal Parma di Alberto Gilardino, il messaggio è chiaro: «è ora di cambiare passo». Sulla Lazio, Vieri sottolinea i meriti di Gennaro Gattuso e di Davide Frattesi, già a tre reti: «può arrivare a dieci tranquillamente». Al Napoli di Massimiliano Allegri, alle prese con gli infortuni, manda invece un avvertimento: non si può contare solo sul ritorno di Scott McTominay, perché la squadra «non può continuare a perdere troppi punti».

MILAN E JUVE, LA QUESTIONE CENTRAVANTI - Rossoneri e bianconeri, per Vieri, lotteranno per un posto in Champions più che per il titolo. Ma il Milan ha un'arma in più: con Gonçalo Ramos, sostiene, «il Milan finalmente, dopo anni, ha trovato un grande centravanti», a patto di servirlo con maggiore frequenza. Alla Juventus, invece, Randal Kolo Muani è più uomo squadra che finalizzatore, ma senza Dušan Vlahović e Jonathan David il discorso cambia: «alla Juventus serve che segni di più».

IL CASO SINNER - In chiusura, uno sguardo al tennis e al lungo stop di Jannik Sinner, che Vieri legge da ex atleta abituato agli infortuni: solo chi pratica sport ad alti livelli può capire la fatica che c'è dietro, e se il campione si ferma è perché ne ha bisogno. Va aspettato, senza fretta: «Stop, il resto sono chiacchiere. Anzi, fasullerie».

BOBO SENZA FILTRI - Diretto come quando calciava in porta. Vieri non cambia mai, e il calcio italiano ha sempre qualcosa da imparare dalle sue sentenze.

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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 08 ottobre 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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