Éderson e Gianluca Gaetano hanno trasformato il Meet&Greet all'Atalanta Store di viale Papa Giovanni XXIII in una festa di popolo. Centinaia di tifosi in fila sul marciapiede, bambini con le maglie nerazzurre e genitori armati di pazienza hanno raccontato meglio di qualsiasi statistica quanto Bergamo avesse voglia di riabbracciare da vicino i suoi giocatori.

UN'ATTESA LUNGA DUE ANNI - Per ritrovare un nerazzurro disponibile a un'ora di scatti e firme nel negozio del centro bisognava tornare al 10 novembre 2024, quando a concedersi ai sostenitori era stato Gianluca Scamacca. Un digiuno che cominciava a farsi sentire, e che spiega l'onda di entusiasmo riversatasi sul viale per il capitano e il centrocampista.

TUTTO ESAURITO - Già intorno alle 18, con un'ora di anticipo sul programma, i duecento accessi garantiti dal regolamento dell'evento risultavano esauriti. Nella fila sfilava un campionario di divise: prime maglie, edizioni speciali e una menzione d'onore per la scelta più esotica, quella di un ragazzo con il numero 15 di Daichi Kamada ai tempi dell'Eintracht Frankfurt.

L'ARRIVO DEL CAPITANO - Alle 18,30 una Porsche varca il portone dello stabile accanto, e la domanda corre lungo la coda. La risposta arriva quattro minuti più tardi, quando Éderson fa il suo ingresso dal retro del negozio. Dai primi posti si alza il coro più fragoroso della serata: «Ederson ti amiamo». Basta un cenno del brasiliano per scatenare un'esultanza degna di un gol. Alle 18,38 è la volta di Gaetano.

LA CODA SENZA FINE - La fila si allunga fino all'angolo con via Guglielmo d'Alzano: adulti disposti ad aspettare a lungo per una foto e un sorriso, bambini che resterebbero lì per giorni. Si firmano maglie, bandiere e perfino braccia, tanto che l'organizzazione decide di aprire le porte con un buon quarto d'ora d'anticipo. I due protagonisti, Éderson con la divisa casalinga e Gaetano con la terza color senape, arrivano direttamente da una seduta d'allenamento, ma la giornata di lavoro è tutt'altro che chiusa. Tra i passanti c'è anche una giovane coppia capitata lì per caso, intimorita dalla folla, che riconosce i giocatori quasi sottovoce e promette di togliere subito il disturbo.

ÉDERSON E... NEYMAR - A rompere il ghiaccio è Giovanni, con il 18 stampato sulla schiena, che stringe in un abbraccio il capitano e saluta Gaetano. Fuori, tra chi esce raggiante e chi aspetta il proprio turno, l'entusiasmo trova le immagini più colorite – come racconta L'Eco di Bergamo – fino al paragone più ardito: «Se tocchi Ederson è come se avessi toccato un pezzettino di Neymar». E intanto, sul viale, i passanti si allungano sulle punte per capire cosa stia succedendo.

IL GESTO FINALE - A ridosso delle 20 serve una trattativa supplementare: decine di ragazzine e ragazzini, ben oltre la soglia dei duecento, rischiano di restare fuori. Il regolamento lo vieterebbe, ma il buonsenso prevale, anche grazie alla disponibilità di Éderson e Gaetano, che si trattengono oltre l'orario previsto per non lasciare nessuno a mani vuote.

LA DEA E LA SUA GENTE - Un'ora che ne è durata di più. E che ha ricordato a tutti, giocatori compresi, quanto sia corto il passo tra la squadra e la città.

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© foto di atalanta.it
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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 03 ottobre 2026 alle 07:01
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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