Fabio Cannavaro consegna all'Inter la corona di favorita e disegna la sua mappa della Serie A in una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Il commissario tecnico dell'Uzbekistan sfrutta la sosta per osservare da vicino il campionato italiano, con la curiosità intatta di chi non si stanca mai di pallone e con uno stato d'animo che sintetizza senza esitazioni: «E ora sto vivendo un momento meraviglioso».

INTER FAVORITA - Sulla gerarchia il verdetto è immediato: «L'Inter sta davanti a tutte. È una corazzata». A colpire l'ex difensore è soprattutto la profondità dell'organico a disposizione di Cristian Chivu, con alternative che altrove partirebbero dall'inizio: «Quando Chivu fa i cambi dici: wow, ma questo può giocare titolare ovunque e invece si alza dalla panchina». E poi c'è l'ingrediente che, a suo giudizio, separa una grande squadra da una squadra vincente, cioè la fame: «Ha vinto e non è sazia». Un'investitura piena, rafforzata dalla constatazione che il club ha ulteriormente allungato la rosa.

ROMA E COMO, LE RIVALI - Quanto alle inseguitrici, la scelta cade su due nomi precisi: «La Roma e il Como soprattutto, per la forza che hanno - tecnica ma anche mentale». Il ct, però, tira il freno a mano sui pronostici definitivi, ricordando che si parla di un campionato che si appresta a vivere soltanto la sesta giornata: «Non vorrei che si ignorasse questo particolare». Un richiamo alla pazienza che suona quasi come un avvertimento a chi ha già emesso sentenze.

COMO-ROMA, GASPERINI E FABREGAS - Le due candidate si incroceranno in Como-Roma, la prossima partita che Cannavaro ha messo in agenda, attratto da due filosofie diverse ma accomunate dalla ricerca dello spettacolo. Per il tecnico giallorosso, Gian Piero Gasperini, l'elogio è senza riserve: «Gasperini è straordinario, come la sua Roma: qualità alta, aggressività ovunque». Il ct ne descrive con ammirazione il calcio a uomo, una pressione che toglie ossigeno all'avversario: «Non ti fanno neanche pensare, non ne hai il tempo». Sull'altra sponda del lago, il Como di Cesc Fàbregas gli appare come l'espressione più avanzata del gioco: «Il Como di Fabregas forse è il più moderno, nella sua anima». E l'etichetta di rivelazione, ormai, gli sta stretta: «Ormai non può essere più considerato una sorpresa». Merito, sottolinea, di investimenti importanti condotti con competenza e visione.

NAPOLI E JUVENTUS, ALLEGRI E SPALLETTI - Nel conto delle grandi, Cannavaro non dimentica chi è partito a rilento. Il Napoli resta, ai suoi occhi, una squadra di valore assoluto, guidata da un tecnico che stima anche sul piano umano: Massimiliano Allegri è per lui «un top pure come persona». Il problema, finora, è stata l'infermeria: «Se il destino smette di giocargli contro con tutti gli infortuni, lui sa dove mettere le mani e come mettercele». Fiducia anche nella Juventus, che a suo dire tornerà ai livelli che le competono grazie a Luciano Spalletti: «Luciano è un innovatore instancabile, ti dà sempre qualcosa in più». Con una sola condizione, quella che ogni costruzione richiede: «Ha bisogno del tempo necessario».

LAZIO E MILAN - La sorpresa più gradita porta la firma di un amico: «La Lazio del mio amico Gattuso, che è bravo e lo sta dimostrando in una situazione difficile». Non solo affetto, però: Gennaro Gattuso sta dando un'impronta riconoscibile alla squadra, e il ct lo coglie con occhio tecnico: «I principi di gioco stanno emergendo e l'organizzazione ti colpisce». Più sfumato il giudizio sul Milan, che a suo avviso non ha ancora trovato una fisionomia definita: «Mi sembra stia ancora in una via di mezzo». A far pendere la bilancia verso l'ottimismo, però, ci pensano due nomi scelti con cura, Luka Modrić e Adrien Rabiot: davanti a loro, dice, «ti accorgi che siamo davanti al talento».

KVARATSKHELIA DA PALLONE D'ORO - Chi quel trofeo l'ha alzato sa di cosa parla, e la sua preferenza è dichiarata: «Nella Champions della passata stagione il personaggio più influente dal punto di vista calcistico è stato Kvaratskhelia e io, dovessi votare, non avrei dubbi». Cannavaro riconosce che altri possano guardare al Mondiale, e quindi a Kylian Mbappé, o alla carriera di Lionel Messi, ma il suo voto andrebbe a Khvicha Kvaratskhelia: «Kvara ha fatto cose straordinarie». Una scelta che premia la memoria lunga rispetto all'emozione dell'ultimo evento.

IL METODO ORSATO - Lo sguardo del ct si posa anche sui cambiamenti del gioco, e il bilancio è positivo: «Le partite durano di più, si perde meno tempo, sembra si respiri un'aria nuova». Anche la gestione arbitrale firmata da Daniele Orsato incontra il suo favore: «Mi sembra che aiuti il calcio». Nella sua lettura, il campionato sta raccogliendo l'eredità delle novità introdotte al Mondiale, segno di un'esigenza che il movimento avvertiva da tempo.

UZBEKISTAN, IL PERCORSO - Poi il discorso torna alla sua nazionale, e il tono si fa orgoglioso: Cannavaro si dice «soddisfatto, anzi fiero» del lavoro svolto. Il tratto distintivo è il ringiovanimento: «Siamo cambiati anagraficamente abbassando l'età in modo netto». E perfino le sconfitte hanno lasciato qualcosa, come quella contro la Corea: «Siamo usciti dal campo felici di come c'eravamo stati». È la mentalità di chi misura i progressi prima ancora dei risultati.

IL MONDIALE E IL DEBUTTANTE - L'esperienza iridata è stata, nelle sue parole, una scuola: «Abbiamo vissuto il Mondiale con entusiasmo e come lezioni universitarie che ci sono servite». Per lui, personalmente, un capitolo da custodire: «Un mese indimenticabile, tra i più belli di sempre». Da commissario tecnico la prospettiva è cambiata, e le gioie hanno un altro sapore, come quella di aver lanciato in nazionale un ragazzo che avrebbe compiuto 17 anni tre giorni dopo l'esordio: «Come fai a non sentirti appagato?». All'orizzonte c'è la Coppa d'Asia, con un girone che il ct definisce «tosto», da affrontare forti di quanto imparato e del gradimento della Federazione.

L'AGENDA DEL CT - Le settimane senza impegni ufficiali si dividono tra famiglia, programmazione con lo staff, monitoraggio dei suoi giocatori e tante partite in tv. Perché la passione, assicura, è rimasta quella di sempre: «Continuo a essere attratto dallo spettacolo, da un'idea che sia godibile, che diverta». E una data è già segnata sul calendario, quella del 24 ottobre allo stadio Diego Armando Maradona per Napoli-Roma: «Non me la posso perdere».

Da una panchina lontana, Cannavaro continua a leggere il calcio italiano con lucidità e affetto. E con la voglia di non perderne nemmeno un capitolo.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Sab 10 ottobre 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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