Il primo bagno di folla della nuova stagione se l'è preso Charles De Ketelaere: ieri, nel tardo pomeriggio, il belga dell'Atalanta si è presentato alla New Balance Arena e ha raccolto l'affetto di un popolo che lo aspettava da settimane. Rientrato lunedì dalle ferie post-Mondiale, senza nemmeno il tempo di respirare si è calato dentro la preparazione. Perché nei piani della società e dello staff tecnico il numero diciassette resta un punto d'appoggio irrinunciabile.
IL MONDIALE CHE HA RICARICATO CDK - Dalla rassegna iridata l'Atalanta si è vista restituire un calciatore diverso nella testa prima ancora che nelle gambe. Tre reti, arrivate in progressione: la doppietta agli Stati Uniti negli ottavi, poi il sigillo alla Spagna nei quarti. Pesante fino a spostare l'esito della sfida con i padroni di casa, ininfluente ai fini del risultato contro chi avrebbe poi alzato la coppa, ma denso di significato in entrambi i casi. Soprattutto perché l'avvio del torneo era stato tutt'altro che comodo: erano piovute critiche, e la risposta è stata quella di chi accende la luce invece di spegnersi.
L'ESPERIMENTO DI RUDI GARCIA - In quelle partite Rudi Garcia lo ha utilizzato da centravanti, una collocazione che il belga non aveva mai frequentato con continuità e che ora torna a Bergamo come bagaglio in più. Incidere nella vetrina più grande del calcio mondiale ha consegnato a Maurizio Sarri un giocatore più maturo, più consapevole, in una prima giornata di lavoro accolta con calore da Bergamo.
DE KETELAERE NEL TRIDENTE DI SARRI - Il passaggio al 4-3-3 imporrà qualche aggiustamento nelle abitudini del belga, ma non ne intaccherà la centralità: club e allenatore lo considerano funzionale al nuovo corso – come riferisce La Gazzetta dello Sport – e nel tridente partirà da destra, esattamente la zona di campo che frequentava nel 3-4-2-1. Da lì potrà continuare a fare ciò che gli riesce meglio: creare superiorità con la palla tra i piedi e, allo stesso tempo, farsi trovare in area.
LA CONCORRENZA IN ATTACCO - Non è escluso, però, che in alcune gare o in determinati frangenti il belga venga arretrato al centro dell'attacco. In rosa ci sono due punte di ruolo come Gianluca Scamacca e Nikola Krstović, oltre a Giacomo Raspadori, che quel ruolo lo sa interpretare: eppure il repertorio del belga resta di natura differente rispetto ai tre. La capacità di lavorare negli spazi ristretti, l'attitudine ad allontanarsi dall'area per aprire varchi ai compagni e una confidenza con il gol ormai consolidata sono variabili che meritano attenzione, in un reparto dove Scamacca resta il riferimento più classico.
UNA STAGIONE DA RILANCIO - C'è poi un conto in sospeso con l'annata appena archiviata, troppo frammentata per uno del suo talento. I guai fisici hanno spezzato il filo del rendimento, e l'operazione dello scorso febbraio per la lesione al menisco destro lo ha fermato nel momento più delicato del calendario: un intervento che gli ha permesso di arrivare al Mondiale, ma che ha privato la Dea delle sue giocate. Il bilancio finale, cinque gol e sette assist, non appartiene agli standard di De Ketelaere, che nelle due stagioni precedenti aveva sempre superato la doppia cifra in entrambe le voci.
Ecco perché l'incrocio tra un tecnico come Sarri e un giocatore rigenerato dal Mondiale può valere più di un semplice cambio di modulo. I segnali arrivati ieri, con un belga brillante nelle partitelle a spazi ridotti, autorizzano l'ottimismo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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