Sarri e la Conference League, una competizione che il tecnico rifiuta di considerare secondaria. Rispondendo ai cronisti del Corriere di Bergamo, Maurizio Sarri ha fissato le ambizioni nelle coppe, ha letto il fitto calendario come un'opportunità e ha spiegato perché nel suo calcio si corre in modo diverso da quello a cui i suoi giocatori erano abituati.

LE COPPE - All'avvicinarsi dell'esordio nella fase a campionato della Conference League, il tecnico scaccia ogni sospetto di distrazione: «Conference League e Coppa Italia per noi sono due obiettivi seri», e nulla sarà lasciato al caso. Gli impegni internazionali e infrasettimanali, nella sua visione, sono un acceleratore di crescita, e la chiusura ha il sapore dell'orgoglio di appartenenza: «Non giocheremo mai amichevoli, siamo l'Atalanta».

SPAZIO PER TUTTI - Di fronte a un ciclo di nove partite in quattro settimane, l'allenatore non si lamenta del ritmo e anzi lo trasforma in un argomento: «Ci sarà spazio per tutti, e giocare ci aiuterà a crescere». Le rotazioni, implicite in quella frase, diventano così parte del progetto e non un ripiego imposto dalle circostanze.

GAMBA E TESTA - Sulla condizione fisica, il tecnico rifiuta la separazione tra corpo e mente: «La gamba è sempre strettamente legata alla testa». I dati, spiega, collocano la squadra nella media per chilometri percorsi, con giocatori di grande quantità, ma restano margini nelle ripetizioni dei picchi di velocità. La precisazione decisiva arriva subito dopo: «nel mio calcio si corre in modo diverso».

COME SI CORRE A ZONA - Invitato a spiegare la differenza, Sarri offre una piccola lezione di metodo. Chi difende sull'uomo compie strappi violenti in marcatura, alternati a momenti di pausa. Nel suo sistema accade il contrario: «Se giochi a zona, quindi ti muovi sulla palla, sei sempre in movimento», a un'intensità meno esplosiva ma costante, con accelerazioni più rare. Una diversa economia dello sforzo, che spiega perché i numeri atletici vadano letti con un altro metro.

Coppe da prendere sul serio, un calendario da usare come palestra e una corsa da reimparare: per Sarri le quattro settimane che arrivano non sono un ostacolo, ma il terreno su cui misurare la crescita.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 12:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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