Sarri e De Ketelaere, un nodo di ruolo che il tecnico scioglie prima con una battuta e poi con una regola. Nel confronto con i cronisti del Corriere della Sera nella sua edizione di Bergamo, Maurizio Sarri ha affrontato l'ambizione del belga di giocare da centravanti, ha difeso i due attaccanti centrali, ha descritto il Rowe che si aspetta e ha messo in attesa il tema Raspadori.

LA STANZA CHIUSA - La notizia che Charles De Ketelaere ambisca al centro dell'attacco viene accolta con un sorriso: «Magari lo chiudo in una stanza con Scamacca e Krstović, poi quello che esce vivo lo metto a fare il centravanti!». La precisazione è immediata, «Scherzo, ovviamente», e il seguito è tutto operativo: al rientro del giocatore ci sarà un colloquio per capire quale altra collocazione sia possibile. La frontiera, però, è fissata: «Ma io Scamacca e Krstović non li posso certo abbandonare».

IL BALLOTTAGGIO AL CENTRO - Alla tesi secondo cui chi parte titolare tra i due centravanti finisce per far rimpiangere l'altro, il tecnico oppone un dato di fatto: «Ma hanno un minutaggio molto vicino». Nessuna gerarchia incisa nella pietra, quindi, ma un ballottaggio che accompagna la squadra partita dopo partita, con un solo criterio di valutazione: l'utilità per il collettivo.

IL CAVALLO IMBIZZARRITO - Su Jonathan Rowe l'allenatore ha un'aspettativa precisa e la descrive con un'immagine che resterà: oltre al contributo nella fase difensiva, «mi aspetto che poi giochi da cavallo imbizzarrito là davanti». È la licenza più ampia concessa a un suo giocatore, e dice molto di come il tecnico intenda sbloccare un attacco che finora ha prodotto poco.

IL PARAGONE CON LOOKMAN - Chi accosta l'inglese al primo Ademola Lookman visto a Bergamo, quello che sembrava avere bisogno di un pallone tutto suo, trova il tecnico d'accordo sulla traiettoria: «Poi è diventato devastante». Il paragone, nella sua lettura, è un incoraggiamento e non un limite: «Rowe è un ragazzo, ha grandi margini di crescita». Il tempo, in questo caso, gioca a favore.

RASPADORI, PAROLA AL CAMPO - Sulle buone prestazioni di Giacomo Raspadori in azzurro, partendo da destra per accentrarsi, l'allenatore non si lascia trascinare: «Faremo le nostre valutazioni». E ribadisce il criterio che vale per chiunque, decidere «anteponendo l'interesse e la crescita dell'Atalanta come squadra a quella dei singoli». Nessuna promessa individuale, dunque, ma una regola uguale per tutti.

Una battuta per sdrammatizzare, una regola per governare: il reparto offensivo di Sarri si regge su gerarchie mobili e su un principio immobile, la squadra prima dei nomi.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 18:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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