Cambiare radicalmente il modo di giocare di una squadra non è mai un processo immediato. A maggior ragione quando la trasformazione riguarda principi, movimenti e interpretazione delle partite.

Cristiano Giuntoli lo ha ribadito nei giorni scorsi, spiegando come Maurizio Sarri abbia bisogno di tempo per costruire la sua nuova Atalanta.

Il progetto resta orientato verso il medio termine, ma la squadra non può permettersi di aspettare troppo. Se l’obiettivo è tornare a giocare in Europa, infatti, bisogna iniziare a raccogliere punti e certezze.

DUE PARTITE PER RIPARTIRE - La pausa rappresenta quindi un momento importante per lavorare sui problemi emersi nelle prime uscite stagionali. Al rientro l’Atalanta affronterà il Venezia in campionato e successivamente il Pafos in Conference League. Due appuntamenti nei quali la squadra dovrà cercare soprattutto la vittoria. Non soltanto per la classifica. I successi possono infatti dare maggiore tranquillità a un gruppo che sta ancora assimilando le idee del nuovo allenatore. Lavorare con tre punti in più e una maggiore fiducia può rendere più semplice anche il processo di trasformazione tattica.

UN ATTACCO TROPPO STATICO - Il problema più evidente emerso nelle prime giornate riguarda la fase offensiva. L’Atalanta è apparsa spesso troppo lenta nella costruzione e poco aggressiva nell’attacco della profondità. La squadra ha fatto fatica ad arrivare rapidamente nella trequarti avversaria e, soprattutto, a creare occasioni con continuità. I numeri confermano le difficoltà. Nelle prime cinque giornate di Serie A la Dea ha prodotto appena 4,08 gol attesi, escludendo i rigori. Un dato superiore soltanto a quello di Parma e Genoa e molto distante dalle squadre che occupano le prime posizioni della graduatoria. Ma non tutto può essere spiegato con la disposizione tattica.

SERVE PIÙ CORAGGIO - Alcuni giocatori sono sembrati ancora lontani dalla loro condizione migliore. In determinate situazioni è mancata anche la volontà di rischiare la giocata, attaccare lo spazio o rompere gli equilibri con una soluzione individuale. È proprio su questo aspetto che Sarri dovrà intervenire. La pausa permette al tecnico di lavorare con maggiore tranquillità e di cercare una soluzione capace di rendere l’attacco più imprevedibile.

IL 4-2-3-1 PUÒ CAMBIARE TUTTO - Una delle possibilità è rappresentata dal passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1. Il nuovo sistema potrebbe permettere ai giocatori offensivi di avvicinarsi maggiormente tra loro e creare più connessioni negli ultimi trenta metri. Scamacca, Samardzic, Rowe e De Ketelaere potrebbero avere maggiore libertà di movimento e, soprattutto, più possibilità di combinare tra loro. Una prima prova si è vista nel finale della sfida contro la Juventus. Un esperimento che potrebbe diventare qualcosa di più concreto dopo la sosta.

DALLA NAZIONALE ARRIVANO SEGNALI POSITIVI - Nel frattempo, le nazionali hanno regalato qualche buona notizia. De Ketelaere è apparso in buone condizioni fisiche con il Belgio, Krstovic ha trovato due volte la via del gol con il Montenegro, mentre Kessié ha assunto un ruolo importante nella Costa d’Avorio anche con compiti da playmaker.

Indicazioni incoraggianti per Sarri. Ora però toccherà all’Atalanta trasformare questi segnali in prestazioni convincenti. La nuova Dea è ancora un cantiere aperto, ma dopo la sosta dovranno iniziare ad arrivare le prime risposte.

Sezione: Serie A / Data: Dom 04 ottobre 2026 alle 11:30
Autore: Daniele Luongo
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