La Lazio di Gennaro Gattuso passa con autorità all'Allianz Stadium e si conferma l'unica squadra capace di reggere il ritmo dell'Inter al vertice della Serie A. Il 3-0 alla Juventus, firmato da Oliver Provstgaard, Gustav Isaksen e Fisayo Dele-Bashiru, è il frutto di una prestazione quasi mai in affanno, mentre i bianconeri scivolano a otto lunghezze dalla vetta.

SPALLETTI IN TRIBUNA - Il confronto in panchina ha visto uscire ridimensionato Luciano Spalletti, costretto a seguire la gara dagli spalti per la squalifica rimediata dopo il diverbio con Fabio Pisacane nella trasferta di Cagliari e sostituito dal fidato vice Marco Domenichini. La Juve è partita con l'assetto abituale del campionato, con Randal Kolo Muani unico riferimento offensivo e Nick Woltemade in panchina. Esce invece rafforzato Gattuso, che ha confermato quasi in blocco l'undici vittorioso contro il Monza, con il solo Josip Šutalo al posto di Danilo Doekhi in difesa, e ha gestito con lucidità la partita a gara in corso.

PROVSTGAARD SBLOCCA - Dopo un buon avvio biancoceleste, è la Juventus a calciare per prima verso la porta con Kerim Alajbegović, schierato in posizione centrale per lasciare la fascia sinistra a Zeki Çelik: Christos Mandas blocca senza problemi, come farà poco dopo su un debole colpo di testa di Douglas Luiz e su un traversone per Nico González. La gara è gradevole ma avara di emozioni fino al 23', quando Kolo Muani avvia e conclude personalmente un'azione che però viene annullata per fuorigioco, decisione confermata dal VAR. Il francese resta il più pericoloso, ben rifornito da González, ma è la Lazio a colpire: dopo un colpo di testa fuori misura di Isaksen, Provstgaard anticipa Gleison Bremer e Jhon Lucumí sul cross di Mattia Zaccagni e porta avanti i suoi. Prima dell'intervallo Guglielmo Vicario si salva grazie alla traversa su una conclusione di Nuno Tavares, deviata da Bremer in modo beffardo.

LA MOSSA CHE NON PAGA - Durante l'intervallo, Spalletti si consulta a distanza con i suoi collaboratori e decide di cambiare: dentro Woltemade per Alajbegović fin dall'inizio della ripresa. La Juve si ritrova con due centravanti e un baricentro decisamente più alto, alla ricerca del pareggio. Il tedesco va subito vicino al gol, servito da Kolo Muani, con un diagonale che sfiora il palo. Ma lo sbilanciamento offre praterie agli ospiti, che al 66' raddoppiano: Isaksen raccoglie sulla destra un cambio di gioco di Tavares, rientra sul sinistro e trova l'angolo lontano.

IL TRIS E I FISCHI - Nel finale la Juventus aggiunge ulteriore peso offensivo con Edon Zhegrova, Jérémie Boga e Francisco Conceição accanto ai due centravanti, ma a quel punto per la Lazio diventa più semplice colpire in contropiede. È Dele-Bashiru a chiudere i conti con il terzo gol, al termine di un'azione in verticale, scatenando la contestazione del pubblico di casa.

DUE STRADE OPPOSTE - La Lazio consolida il suo posto al vertice, la Juventus affonda in una crisi ormai conclamata. Allo Stadium è stata una notte senza appello.

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Sezione: Serie A / Data: Dom 18 ottobre 2026 alle 23:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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