L’Atalanta aspettava una risposta e contro il Venezia ne è arrivata soltanto una parziale. Il 3-1 finale interrompe un digiuno di 42 giorni senza vittorie e conferma alcuni segnali di crescita già intravisti prima della sosta. La squadra di Maurizio Sarri ha mostrato un’intensità mai vista in questo avvio di stagione, soprattutto nella prima mezz’ora, ma ha anche evidenziato limiti che impediscono di considerare definitivamente superata la crisi.

UNA MEZZ’ORA DA GRANDE ATALANTA - Dopo i primi minuti di aggressività del Venezia, i nerazzurri hanno preso immediatamente il controllo della partita, trasformando la superiorità tecnica in un vantaggio concreto. Il risultato si è sbloccato al 4’, il raddoppio è arrivato appena due minuti più tardi e, alla mezz’ora, il punteggio era già sul 3-0.

Protagonista assoluto Nikola Krstovic, autore di una doppietta, accompagnato dalla rete di Kessié. Positiva anche la prestazione di Bellanova, incisivo sulla fascia, mentre Kristensen ha contribuito a organizzare i movimenti difensivi. Elmas, invece, si è distinto nella gestione delle situazioni da fermo, proponendo schemi diversi sui calci d’angolo.

Per mezz’ora si è vista una squadra aggressiva, organizzata e capace di imporre il proprio gioco. Una risposta importante anche per Sarri, che cercava conferme sulla disponibilità del gruppo a seguire le sue indicazioni.

DAL 3-0 ALLA SOFFERENZA: IL BLACKOUT NERAZZURRO - Il problema è arrivato dopo il terzo gol. L’Atalanta ha abbassato l’intensità, quasi considerasse già chiusa la partita, concedendo al Venezia la possibilità di rientrare in gioco.

La rete degli ospiti prima dell’intervallo ha cambiato l’inerzia della gara. Nella ripresa, i nerazzurri hanno perso il controllo mostrato in avvio e hanno rischiato più volte di compromettere il vantaggio.

Il Venezia ha trovato anche un gol annullato per un fuorigioco millimetrico, ha colpito due traverse e ha creato altre occasioni, costringendo Carnesecchi a intervenire. Per quanto prodotto nell'arco dei novanta minuti, il risultato finale può persino apparire severo nei confronti degli ospiti.

La differenza di valori emersa nella prima mezz’ora si è progressivamente ridotta, lasciando spazio a una partita che l’Atalanta avrebbe dovuto gestire con maggiore attenzione.

SARRI PUÒ RESPIRARE, MA SERVONO CONFERME - La vittoria permette a Sarri di lavorare con maggiore serenità, soprattutto alla vigilia della settimana che porterà al 119° anniversario del club, in programma sabato. Il successo rappresenta una base da cui ripartire, ma non cancella le difficoltà emerse nelle ultime settimane.

Sul piano tattico, l’Atalanta ha iniziato con il 4-2-3-1, modulo richiesto da tempo da una parte dell’ambiente, per poi passare al 4-3-3 nel finale, fino all’espulsione di Elmas al 44’ della ripresa. Gaetano ha ricoperto il ruolo di regista nella fase conclusiva.

Sarebbe però prematuro attribuire la vittoria esclusivamente al cambio di sistema. L’efficacia delle nuove soluzioni dovrà essere verificata contro avversari più competitivi, capaci di mettere alla prova la squadra per tutta la durata della partita.

Il bilancio resta quindi in chiaroscuro: bene l’approccio, ottima la prima mezz’ora, ma ancora troppe difficoltà nella gestione del vantaggio. L’Atalanta ha ritrovato la vittoria e qualche certezza, ma per parlare di vera svolta serviranno continuità e conferme nelle prossime sfide.

Sezione: Zingonia / Data: Mar 13 ottobre 2026 alle 09:45
Autore: Daniele Luongo
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