Jordan Veretout non ha dimenticato Roma, e lascia la porta spalancata a un ritorno. Il centrocampista francese, oggi all'Al Arabi nella massima serie qatariota, si è raccontato in un'intervista a Rete Sport, ripercorrendo gli anni in giallorosso, il rapporto con Mourinho, il giudizio sulla Roma di Gasperini e il desiderio, condiviso in famiglia, di rivedere la capitale.

I TRE ANNI GIALLOROSSI - Il ricordo dell'esperienza romana è carico di affetto. Veretout la descrive come una parentesi felice dentro e fuori dal campo: «Ho fatto tre anni a Roma spettacolari». Un periodo coronato dalla vittoria in Conference League, che ha reso ancora più doloroso il distacco: «abbiamo vinto la Conference, è stato difficile lasciarla». La scelta di tornare in Francia, accettando la proposta del Marsiglia, era maturata con la sensazione che fosse arrivato il momento giusto per voltare pagina.

IL GIUDIZIO SU GASPERINI - Da spettatore, il francese si gode la Roma di Gian Piero Gasperini, di cui apprezza il calcio verticale, aggressivo e coraggioso: «Sicuramente è un grande allenatore in Italia e lo ha dimostrato anche in Europa». Il centrocampista ammette che con quel tecnico si sarebbe trovato a meraviglia, avendo già sperimentato un sistema simile a Marsiglia con Igor Tudor: «Per caratteristiche mi sarei divertito, sicuramente sarei migliorato ancora». E rivela un retroscena: ai tempi della Roma, spiega, «l'Atalanta mi voleva», segno che l'allenatore lo avrebbe accolto volentieri a Bergamo. Non manca, infine, l'augurio di vedere i giallorossi lottare fino in fondo per lo scudetto.

IL RAPPORTO CON MOURINHO - Sul tecnico portoghese il giudizio resta altissimo: «Era il numero uno». La seconda parte della sua ultima stagione romana, con meno spazio in campo, si intreccia con un rinnovo mai concretizzato e con l'arrivo dell'offerta marsigliese, senza che sia chiaro se la scelta fosse dell'allenatore o della società. Ma il bilancio su José Mourinho non cambia: «è entrato nella testa dei giocatori e questo rimarrà per sempre».

IL FILO CON KONÉ - Uno sguardo anche al presente giallorosso, con un pensiero per il connazionale Manu Koné: «Lo guardo con affetto, è francese come me». Per lui l'augurio di vincere in una piazza che Veretout considera unica.

LA VITA A DOHA - In Qatar il francese si trova bene, pur sottolineando come il livello del campionato sia più impegnativo di quanto si creda: «Sto bene qui, una vita spettacolare». La priorità, ribadisce, resta la famiglia. Ed è proprio da casa che arriva la spinta verso l'Italia: «Se la Roma mi chiama, mia moglie dice che vuole tornare nella capitale». Un'apertura che il centrocampista sottoscrive in prima persona: «Non sono finito, posso dare ancora una mano se la Roma vuole io ci sono».

UNA PORTA APERTA - Il cuore è rimasto a Trigoria. Ora la palla passa alla Roma.

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Sezione: Altre news / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 23:06
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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