Il settore giovanile dell'Atalanta continua a essere una delle fabbriche più prolifiche del continente, e l'Under 23 in Serie C è il ponte che trasforma i talenti in calciatori veri: Marco Palestra e Lorenzo Bernasconi restano la prova più eloquente. Adesso tocca a una nuova generazione, e Maurizio Sarri ha già fatto sapere quanto ci creda: «Quattro di questi ragazzi arriveranno in Serie A», ha annunciato nella conferenza di presentazione, riferendosi ai giovani osservati in queste settimane a Zingonia.
UN PROGETTO CHE PRODUCE RISULTATI - Non è un dettaglio marginale che la seconda squadra abbia centrato i playoff in tutti e tre i campionati disputati, pur avendo come priorità dichiarata la crescita dei ragazzi. I piazzamenti, in quest'ottica, sono la conseguenza e non l'obiettivo. Il tecnico toscano, del resto, non sta soltanto misurando l'adattabilità dei senatori al proprio 4-3-3: sta anche verificando chi, fra i giovani, possa già ritagliarsi uno spazio.
LEVAK, IL CROATO BLINDATO FINO AL 2031 - Il nome che più ha impressionato è quello di Sergej Levak, centrocampista croato del 2006 arrivato un anno fa a parametro zero dalla Roma. In maglia Under 23 la crescita è stata verticale: sette reti e un profilo modernissimo, box to box, capace di coprire entrambe le fasi e di inserirsi con tempi giusti. Se la scorsa stagione agiva nella coppia di mediana, Sarri lo ha spostato in cabina di regia, e la risposta è arrivata con la doppietta nell'amichevole in famiglia di Clusone. Al di là dei gol, si capisce perché il club abbia respinto i dieci milioni offerti dal Newcastle e lo abbia legato a sé fino al 2031.
OBRIC E VISMARA, GLI ALTRI CANDIDATI - Sta convincendo anche Relja Obric, difensore sloveno pure lui classe 2006, cresciuto molto nella seconda squadra: unisce doti contemporanee, come la qualità in impostazione e la serenità nel condurre palla, ad altre più rare di questi tempi, ovvero il duello, lo stacco di testa e la marcatura in area. Discorso diverso ma stessa destinazione per Paolo Vismara, classe 2003, che potrebbe restare in rosa come terzo portiere raccogliendo il testimone di Francesco Rossi: reattività, sicurezza tra i pali e piedi buoni per accompagnare la costruzione dal basso, requisito ormai imprescindibile contro il pressing avversario.
CHI VA A FARSI LE OSSA - Non tutti resteranno. Dominic Vavassori, attaccante del 2005, andrà in Serie B, al Palermo, in una squadra costruita per vincere: il suo trasferimento in Sicilia premia numeri concreti — 24 gol e nove assist in 65 gare con l'Under 23 — ma anche fantasia, tecnica e duttilità: rende al meglio da ala sinistra, Sarri lo ha provato per necessità anche a destra, e con la seconda squadra ha mostrato di poter fare all'occorrenza il centravanti, chiaramente di movimento e non di struttura. Partirà in prestito pure Federico Cassa, esterno mancino del 2006 anche lui adattato a destra, con il Monza di Ivan Juric come possibile destinazione in Serie A: gli servono centimetri di concretezza, perché il resto — forza, corsa, velocità, qualità — c'è già. Nel curriculum ha pure due presenze nella Serie A 2024/25, con un rigore procurato contro il Torino.
STEFFANONI E MANZONI IN RAMPA DI LANCIO - Nelle prime uscite ha catturato l'attenzione Federico Steffanoni, centrocampista del 2008 schierato da mezzala: dinamismo, corsa, agonismo, doppia fase e inserimenti. La sua duttilità è certificata dalla scorsa stagione, quando nel 3-4-2-1 di Bocchetti ha saputo amministrare anche la corsia destra. Occhi puntati anche su Alberto Manzoni, 2005 che da trequartista ha firmato otto reti nell'ultima annata e che qualcuno ricorderà tra i subentrati a Varsavia, nella Supercoppa europea dell'agosto 2024 contro il Real Madrid: nel calcio sarriano potrebbe fare la mezzala d'inventiva, quella che ricama più di quanto corra.
MISITANO, NAVARRO E BONANOMI - Chiudono il quadro tre profili diversi. Giulio Misitano, punta centrale ex Roma presa a parametro zero un anno fa, ha chiuso il campionato di Serie C con sette gol e due assist alla prima esperienza fra i professionisti, mostrando gioco spalle alla porta, dialogo con i compagni e lucidità in area: una rete o un assist ogni 197 minuti. Lo spagnolo Albert Navarro, difensore del 2007 prelevato dal Barcellona nell'estate 2024, era braccetto sinistro con Modesto e Bocchetti mentre Nicola Beati lo sta trasformando in terzino: si riconosce la scuola iberica nella pulizia palla a terra e nella costruzione, con sovrapposizioni interne ed esterne e un buon tiro da fuori. Infine Andrea Bonanomi, 2006 rientrato dalla rottura del crociato e per questo fermo a dieci partite fra regular season e playoff: un mancino che, come si dice in gergo, canta, utilizzabile da trequartista, mezzala o seconda punta. Il club ci punta parecchio.
Quattro promozioni promesse, molti più candidati. La stagione della seconda squadra dirà chi ci arriva davvero.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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