Lenta, prevedibile e senza un vero trascinatore: l'Atalanta di oggi preoccupa anche chi la segue in ogni angolo d'Europa. Giulio Giacometti, tifoso nerazzurro e presenza fissa nelle trasferte della Dea, ha parlato in esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com di una squadra che arriva alla ripresa dopo la sosta piena di dubbi e ha sollevato una domanda scomoda sulle idee di Maurizio Sarri.

Lo vedi come un problema di allenatore o di qualità della squadra?
«Io ho paura che manchi soprattutto qualità. Facciamo decine di passaggi orizzontali, arriviamo al limite dell'area e invece di cercare la giocata torniamo indietro, a volte fino a Carnesecchi. Manca chi vede il movimento del compagno e trova il passaggio per mandarlo in porta. Con Gasperini avevamo il Papu e Ilicic, giocatori capaci di saltare l'uomo e trovare la giocata giusta. Bellanova ha gamba e velocità, ma secondo me deve migliorare molto nei cross; Zappacosta, nonostante l'età, continua a essere uno dei migliori. Facciamo fatica soprattutto dal centrocampo in su. Sarri mi piaceva quando allenava l'Empoli e conosciamo i suoi principi di calcio, ma mi chiedo se nel frattempo il calcio non sia cambiato. Oggi devi correre e muovere la palla velocemente, altrimenti gli avversari ti pressano e ti superano. Noi in questo momento siamo troppo lenti e prevedibili. L'anno scorso erano tutti contro Juric, ma il problema non poteva essere soltanto l'allenatore. Dicevo già allora che mancavano alcuni uomini e, alla fine, la squadra è rimasta in gran parte la stessa. Per questo ho paura che il problema della qualità, soprattutto in alcuni ruoli, venga da più lontano».

Secondo te manca anche un leader?
«In quest'Atalanta non c'è un leader. De Ketelaere ha grandi qualità e grandi numeri, ma è discontinuo e per me non è un leader. Sono contento che sia rimasto Ederson, seppur perché alla fine non si sono create le condizioni per andare via. Scamacca ha qualità tecniche che tanti gli invidiano, ma per atteggiamento e per quello che dà alla squadra non lo vedo come un leader. Se riuscisse finalmente ad avere continuità e a non fermarsi per gli infortuni, a me non dispiace Scalvini, ma quello nel quale oggi vedo più carattere è Carnesecchi, soprattutto da quando è diventato papà. Un portiere, però, per il ruolo che ha, difficilmente può trascinare la squadra là davanti. In passato avevamo giocatori come Doni o Stromberg: quando serviva, prendevano in mano la squadra e provavano a risollevare la partita. Oggi una figura così non la vedo. Pašalić potrebbe avere esperienza e personalità, ma gioca troppo poco e per essere un leader devi essere in campo».

Un anno di transizione potrebbe essere accettabile?
«Potrebbe anche starci, ma la società ha investito molto per costruire questa squadra. Non puoi buttare via una stagione senza crescere, andando anzi verso il basso. E se le cose dovessero andare davvero male, non credo che a un allenatore venga automaticamente concesso un altro anno. Non voglio essere drastico, ma se continui a giocare così devi anche guardarti alle spalle. Il Bologna, per esempio, è dietro di noi, ma per me gioca meglio».

Una lettura severa, firmata da chi continua comunque a sperare di essere smentito dal campo. E sul lavoro di Sarri l'integrale offre altri spunti destinati a far discutere, fino alla previsione su dove chiuderà la Dea.

LEGGI QUI → L'intervista integrale di Giulio Giacometti ai microfoni esclusivi di TuttoAtalanta.com

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Sezione: Esclusive TA / Data: Ven 02 ottobre 2026 alle 18:00 / Fonte: Claudia Esposito
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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