Il vivaio dell'Atalanta non si misura solo in coppe e promozioni. È il messaggio di Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile nerazzurro, intervenuto stamattina alla presentazione della 24ª edizione de "La Scuola allo Stadio" nella sala conferenze della New Balance Arena. Le sue parole sono state riportate dai siti che hanno seguito l'evento, e disegnano l'identità di uno dei settori giovanili più apprezzati d'Italia.

UN PROGETTO ATTUALE - Samaden ha sottolineato come l'iniziativa, nata ventiquattro anni fa da un'idea della psicopedagogista Lucia Castelli e di Stefano Bonaccorso, sia ancora un punto di riferimento: «È incredibile quanto oggi questo progetto sia attuale e avveniristico». Il progetto, ha ricordato, è stato presentato anche in una commissione parlamentare come modello da seguire. Non è poco per un'iniziativa nata in provincia.

IL TERRITORIO - Il secondo passaggio riguarda l'identità del club. Il settore giovanile, ha spiegato, si occupa di far giocare i ragazzi, di vincere trofei e di portare giocatori in prima squadra. Ma c'è di più: «Atalanta si è sempre preoccupata del territorio e oggi con il progetto Dea Program abbiamo tantissime attività». È un percorso che produce anche calciatori, come dimostrano i tanti nazionali cresciuti a Zingonia. Tra questi c'è Giorgio Scalvini, in questi giorni con l'Italia di Mancini. Ci sono anche le formazioni giovanili che continuano a vincere, come l'Under 18 che ha battuto il Genoa nel posticipo di campionato.

I TROFEI SENZA PALLONE - Il passaggio più efficace è l'accostamento con il Premio Brembo, il riconoscimento dedicato ai valori sportivi: «È come se due volte all'anno alzassimo dei trofei senza giocare partite». Samaden li considera importanti a livello giovanile forse più di quelli che si vincono sul campo. È una visione che spiega anche la scelta del club di far crescere i ragazzi dove possono giocare, anche a costo di indebolire le squadre giovanili.

LA SQUADRA DIETRO - In chiusura il dirigente ha ringraziato il gruppo di lavoro voluto da Antonio e Luca Percassi, il direttore tecnico del settore giovanile Michele Sbravati e tante persone che lavorano lontano dai riflettori. Senza una squadra forte alle spalle, ha detto, difficilmente si porta avanti tutto questo.

Trofei in campo e fuori, un modello presentato in Parlamento: Samaden racconta il vivaio che la Dea non vuole perdere.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Giovanili / Data: Mer 23 settembre 2026 alle 23:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture