Al Festival dello Sport di Trento si parla di Atalanta e del nuovo corso tecnico guidato da Maurizio Sarri. Nel corso del panel “Una nuova Dea”, ospitato al Palazzo della Provincia di Trento, è intervenuto Davide Zappacosta, che ha raccontato le prime sensazioni dopo il ritorno del tecnico con cui aveva già lavorato al Chelsea.
«All'inizio abbiamo parlato una mezz'oretta, c'è stima e rispetto reciproco. Con lui abbiamo vinto l'Europa League con il Chelsea, uno dei miei primi trofei», ha raccontato l'esterno nerazzurro. Zappacosta ha poi spiegato come ha ritrovato Sarri: «L'ho trovato pressoché uguale, se non un po' più elastico su alcune cose. Lui è molto scrupoloso e cerca la perfezione e questo può aiutarti a crescere».
«STIAMO LAVORANDO MOLTO DI PIÙ» - Il cambio di guida tecnica ha comportato anche una modifica dei principi di gioco e delle metodologie di lavoro. «Stiamo lavorando molto di più perché all'Atalanta in questi anni abbiamo lavorato più sul seguire l'uomo, ora ci sono concetti completamente diversi che vanno assimilati», ha spiegato Zappacosta. Il giudizio sul nuovo allenatore resta comunque positivo: «È un grandissimo lavoratore e siamo tutti molto positivi». E sulla possibilità che Sarri possa rappresentare una scelta sulla quale costruire un percorso importante, Zappacosta aggiunge: «Sì, siamo solo all'inizio di un percorso molto lungo, come in tutti i percorsi all'inizio ci sono ostacoli da superare».
ROWE COME IL PRIMO LOOKMAN - Tra i nuovi elementi della rosa c'è anche Jadon Sancho, che Zappacosta ha accostato per caratteristiche all'inizio dell'esperienza di Ademola Lookman a Bergamo. «Sono d'accordo. Ricordo Ademola quando è arrivato all'inizio era simile, cercava di saltare 2-3 uomini ogni volta che riceveva la palla». Poi, però, il percorso di Lookman ha portato a una crescita significativa: «Con il passare del tempo ha imparato a giocare con la squadra, ad essere decisivo anche con gli assist».
ZINGONIA E LA FORZA DELL'ATALANTA - Zappacosta ha poi parlato del cambiamento che ha trovato a Zingonia dopo il suo ritorno, sottolineando però come la crescita del club non abbia modificato alcuni dei suoi tratti distintivi. «La vera forza dell'Atalanta penso che sia che non è cambiato pur essendo cresciuta. Sono stati bravi a mantenere la stessa mentalità, la stessa umiltà». Per l'esterno nerazzurro, proprio questo rappresenta uno dei valori principali del club: «Questa sensazione di arrivare e sentirsi a casa a Zingonia è rimasta la stessa. La grandezza principale è quella di rimanere con i piedi per terra».
LA SPINTA DEL NUOVO STADIO - Anche il rapporto con la città di Bergamo e con i tifosi rappresenta un elemento importante per Zappacosta. «Lo stadio nuovo è veramente bello, hai la sensazione di avere i tifosi in campo e questo è un valore aggiunto». Una spinta che, secondo il giocatore, si percepisce soprattutto durante le partite: «Quando entri in campo ora la spinta si sente tutta. Sentire la voce di qualcuno che sta a 4-5 metri da te e ti dà la spinta sembra poco, ma fa la differenza».
LA SOSTA E LA NECESSITÀ DI RIPARTIRE - La pausa del campionato, per Zappacosta, può essere anche un'occasione per lavorare e consolidare il gruppo. «Ormai queste soste fanno parte del calcio, ci si deve abituare, quando si perde si vuole giocare subito per cambiare l'inerzia e far vedere che ci sei». L'esterno nerazzurro vede comunque un lato positivo nella pausa: «Stiamo sfruttando la sosta per lavorare, conoscerci meglio, c'è bisogno di tanta positività e di riscattarsi».
«LA CONFERENCE PUÒ ESSERE UN AIUTO» - Con l'Atalanta impegnata anche in Conference League, Zappacosta non considera il calendario europeo necessariamente un problema. «Secondo me sarà un aiuto. Io mi sono sempre sentito meglio quando si giocava ogni tre giorni». Il motivo è soprattutto legato alla continuità: «Quando si giocava solo la domenica era più lunga, magari si arrivava più scarichi. Ogni tre giorni invece mantieni alta l'adrenalina». E sulla possibilità di trasformare la competizione europea in un obiettivo concreto, il messaggio è chiaro: «L'importante è essere ambiziosi e puntare al massimo, se non sei competitivo in questo lavoro non vai lontano, il nostro gruppo è molto competitivo».
L'obiettivo dell'Atalanta, secondo Zappacosta, è quindi quello di affrontare ogni sfida senza porsi limiti: «L'obiettivo è di arrivare più lontano possibile e giocarcela con tutti quanti».
«DUBLINO CI HA DATO UNA CONSAPEVOLEZZA ASSURDA» - Infine, inevitabile il riferimento alla vittoria dell'Europa League conquistata a Dublino. Un successo che, secondo Zappacosta, ha lasciato un'eredità importante al gruppo. «Dublino ci ha dato una forza e consapevolezza assurde, tanto è vero che per diversi mesi l'anno successivo siamo stati vicino alle prime del campionato».
Quella vittoria ha cambiato anche la percezione della squadra delle proprie possibilità: «Una vittoria così ti dà la consapevolezza davvero di potertela giocare con tutti». Un'eredità che l'Atalanta vuole portare con sé anche nel nuovo percorso, tra le idee di Sarri, la spinta del nuovo stadio e l'ambizione di continuare a competere su più fronti.
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