Silvio Baldini si gode la qualificazione all'Europeo appena conquistata dalla sua Under 21 e rilancia. In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, il commissario tecnico degli azzurrini ha spiegato il metodo con cui ha costruito un gruppo capace di emozionare e divertirsi, toccando temi che vanno ben oltre il campo: i valori, il rapporto con i club, lo staff e i sogni per il futuro.
LA FIDUCIA DI BALDINI - Il ct non ha mai dubitato del traguardo, e lo rivendica come una scelta precisa: trasmettere sicurezza e autostima ai ragazzi, liberandoli dal peso del verdetto. La sua filosofia sta tutta in una frase: «Se vivi con angoscia il risultato poi sei sempre poco positivo». Un principio che spiega la leggerezza con cui gli azzurrini hanno affrontato le partite decisive.
IL GOL DI NDOUR - Nel racconto non poteva mancare la prodezza da 75 metri di Cher Ndour, qualcosa che Baldini, pur con una lunga carriera alle spalle, non aveva mai visto: «Sono stato felice perché almeno posso raccontare di aver visto un gol fenomenale da un ragazzo speciale come Ndour». Dietro quella rete, svela, c'è un episodio confidato dal giocatore prima del ritiro, rimasto tra loro due e richiamato a fine partita come la vera origine di quel premio: «Un gol che nessuno scorderà».
DIECI LINGUE DIVERSE - Il segreto del legame con un gruppo così eterogeneo sta nella capacità di adattare il messaggio a ciascuno: «È come avere davanti dieci persone che parlano dieci lingue diverse». Lo dimostra un esempio concreto. Con gli infortuni di Costantino Favasuli e Niccolò Fortini, il ct ha richiamato Honest Ahanor dalla Nazionale maggiore per arginare le ripartenze polacche, chiedendogli compiti diversi da quelli che svolge abitualmente. Dopo averlo ripreso con un tono troppo duro, ha colto il disagio nel suo sguardo e all'intervallo è andato ad abbracciarlo, spiegandogli con calma come coprire Niccolò Pisilli e Mattia Liberali. Non per tutti, però, vale lo stesso metodo: «Altri giocatori invece hanno bisogno di sentire il rimprovero per capire dove stanno sbagliando».
NIENTE SCORCIATOIE - Il ct insiste sui valori. Ai suoi chiede di inseguire nel calcio la gioia dell'infanzia, non soltanto ricchezza e fama, e di comportarsi con correttezza. Un esempio negativo, ricorda, è stato il raccattapalle armeno che perdeva tempo nel recupero: un'irregolarità che, a suo dire, gli avversari avrebbero pagato. Da qui la raccomandazione ai suoi di giocare fino all'ultimo secondo anche contro la Polonia, perché il principio è uno solo: «Nella vita, se prendi scorciatoie poi le paghi». Linea dura anche sulle simulazioni: «Lo rimprovero. E se insiste non lo faccio più giocare».
L'APPELLO AI CLUB - Il messaggio più forte è rivolto alle società, chiamate a concedere spazio ai giovani, come accaduto a Pisilli, che dalla panchina della Roma è arrivato fino alla Nazionale maggiore una volta trovato il campo. Per Baldini, il ragionamento è semplice: senza minuti non c'è crescita, e soprattutto «Il talento non va imprigionato nella tattica». Una convinzione che lo porta a una sentenza impegnativa: «E 11 o 12 per me sono prontissimi per la Nazionale maggiore, basta scegliere».
IL FIGLIO MATTIA E BARZAGLI - Nello staff c'è anche il figlio Mattia Baldini, su cui il padre è netto: «Professionalmente non è mio figlio, non ha privilegi o responsabilità in più». Ricorda gli inizi a Palermo, quando il ds Renzo Castagnini nutriva perplessità e Mattia lavorò inizialmente a spese del padre, finché il club non decise di riconoscerne il valore con un piccolo compenso. Parole d'elogio anche per il vice Andrea Barzagli, sorprendente per umiltà e già protagonista nelle riunioni tecniche: «se trova un bravo direttore sportivo farà una grande carriera anche da allenatore».
MANCINI E RANIERI - Con Roberto Mancini il rapporto è fatto di collaborazione, dimostrata dalla disponibilità a lasciargli i migliori per le gare con Armenia e Polonia, e di sentimenti sinceri: «c'è simpatia e stima». Già tre anni fa Baldini aveva confidato all'allora ct il desiderio di guidare l'Under 21, prima che la Federazione optasse per un'altra soluzione. Decisivo, nel mezzo, il ruolo di Claudio Ranieri, che a Pescara ha caricato il gruppo con la sua esperienza.
EUROPEO E OLIMPIADI - Ora lo sguardo è rivolto ai prossimi traguardi, l'Europeo dell'anno prossimo e i Giochi di Los Angeles 2028, con un'ambizione dichiarata: «Ora spero di vincerlo, poi andare alle Olimpiadi e vincerle». Senza però ricorrere ai giovani già promossi in prima squadra: «Nessuno, mi tengo quelli che ho, i miei ragazzi». Unica eccezione, la disponibilità offerta da Francesco Pio Esposito, che desidera disputare la rassegna dopo averla saltata nel 2025 per gli impegni con l'Inter, a patto che non sia convocato per le Final Four di Nations League in programma dal 4 all'8 giugno.
UN GRUPPO DA SOGNO - Valori, coraggio e fiducia: la ricetta di Baldini è semplice. E per ora funziona.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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