A 35 anni Marten de Roon ha cambiato aria nell'ultimo giorno di mercato, lasciando Bergamo per la Capitale. Nessuno, in casa giallorossa, ha faticato a interpretare quella mossa: il centrocampista è da sempre l'interprete più fedele delle idee di Gian Piero Gasperini, il collaboratore silenzioso che in campo traduce ogni indicazione del tecnico di Grugliasco. Ora la pausa per le nazionali gli offre l'occasione per ritrovare il ritmo giusto e prendersi lo spazio che a Trigoria gli riconoscono.

UNA GARANZIA IN MEDIANA - Per l'allenatore si tratta di una risorsa preziosa, prima di tutto perché fisicamente integro: «Altro che scarpa vecchia», ha tagliato corto il tecnico rispondendo a chi ne metteva in dubbio l'utilità. Da ottobre, con il calendario che propone sette impegni in diciotto giorni, l'olandese dovrebbe alternarsi con Bryan Cristante sul centro-sinistra, in un reparto completato sull'altro versante da Manu Koné e Niccolò Pisilli. Nelle partite più delicate, la sua esperienza diventa una polizza assicurativa.

IL PATTO CON GASPERINI - Il legame tra i due, del resto, precede di anni quello stretto nella Capitale con il gruppo dei senatori: Lorenzo Pellegrini, Gianluca Mancini, Cristante, Mario Hermoso e Paulo Dybala, tutti disposti a ritoccare al ribasso il proprio ingaggio pur di restare e trascinare i più giovani verso obiettivi ambiziosi. Gasperini sa esattamente cosa aspettarsi dal suo ex capitano.

PERCHÉ HA GIOCATO POCO - L'impiego con il contagocce delle prime settimane ha una spiegazione semplice: il centrocampista era arrivato senza aver disputato nemmeno un minuto con l'Atalanta di Maurizio Sarri, non rientrando nei piani del nuovo corso bergamasco. Da qui la scelta di non forzarne i tempi, nonostante l'impatto convincente mostrato nella trasferta di Torino. La sosta, in questo senso, arriva nel momento giusto per assimilare meccanismi e mentalità del nuovo ambiente.

I NUMERI DI UN MEDIANO TOTALE - Il suo repertorio è noto: circa undici chilometri percorsi a partita, duelli vinti, ripartenze innescate e qualche gol figlio di inserimenti tutt'altro che casuali. Proprio la prova offerta in Piemonte – ricostruisce La Gazzetta dello Sport – ha smontato lo scetticismo di una parte della tifoseria, legato alle polemiche di tre anni fa per un post social pungente pubblicato quando vestiva i panni del sostenitore del Feyenoord, rivale europeo dei capitolini. Un episodio per il quale de Roon si è scusato appena arrivato.

SPOGLIATOIO CONQUISTATO - Sul piano umano l'inserimento è stato immediato. Gli sono bastati pochi giorni per farsi apprezzare dai compagni, complice una lettura naturale degli equilibri interni, e i più giovani lo guardano già come un riferimento. Ad aiutarlo anche il rapporto con Donyell Malen, compagno in nazionale, e la familiarità con Cristante e Mancini, conosciuti durante le nove stagioni trascorse in nerazzurro. Chi lo osserva a Trigoria giura che sembri lì da sempre.

L'ESPERIENZA IN CHAMPIONS - C'è poi il capitolo europeo, dove il suo bagaglio pesa in modo particolare: 43 presenze in Champions League, un bottino che nella rosa giallorossa lo colloca alle spalle del solo Dybala (53) e davanti a Nahuel Molina (37), Malen e Hermoso (31). Un patrimonio che tornerà utile già il 14 ottobre, quando all'Olimpico arriverà il Real Madrid.

A 35 anni ritrova il palcoscenico più prestigioso accanto al suo mentore. E la sensazione è che la storia sia appena cominciata.

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Sezione: L'angolo degli ex / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 09:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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