Il Napoli di Massimiliano Allegri cerca la svolta partendo dalle fondamenta. Per raddrizzare un inizio di stagione complicato, Massimiliano Allegri è pronto a riportare la difesa a tre, soluzione che non è più un argomento da evitare ma, al contrario, la via più rapida per restituire compattezza a una squadra che ha smarrito sicurezze. Il principio è semplice: prima non prendere gol, poi pensare a farne.
LE PRIORITÀ DI ALLEGRI - L'elenco dei ritocchi è lungo. Oltre alla fase difensiva, il tecnico vuole una squadra capace di attaccare meglio gli spazi in transizione, di sostenere con più uomini Rasmus Højlund, di alzare il livello tecnico nella circolazione e di non sprecare più occasioni con scelte sbagliate negli ultimi metri. Il contesto non aiuta: con molti giocatori impegnati con le nazionali e un'infermeria ancora affollata, accelerare il processo diventa complicato.
IL CALENDARIO CHE INCOMBE - Il margine per sperimentare è stretto. Alla ripresa il Napoli affronterà un ciclo di nove incontri in ventinove giorni, con l'urgenza di risalire la classifica in campionato e di sbloccare il proprio cammino in Champions League. Allegri avrà due settimane per individuare l'assetto giusto, e il suo curriculum racconta di un allenatore abituato a rimonte e lunghe cavalcate.
IL RITORNO AL 3-4-2-1 - Più che un esperimento, un ritorno a soluzioni conosciute. Il tecnico livornese con la linea a tre ha costruito i suoi successi alla Juventus, mentre il Napoli ha praticato quel sistema per gran parte della scorsa annata, spesso per tamponare un'emergenza continua. Resterà intoccabile il doppio regista formato da Billy Gilmour e Stanislav Lobotka, mentre il modulo oscillerà tra 3-4-2-1 e 3-4-3 in base agli uomini disponibili – come riferisce La Gazzetta dello Sport –.
BEUKEMA, LA PEDINA CHIAVE - Un ruolo centrale potrebbe toccare a Sam Beukema, che non ha ancora esordito in stagione per un vecchio fastidio al tendine d'Achille. Ora l'olandese è a disposizione e le prossime settimane serviranno a ritrovare ritmo: lo staff ha programmato due amichevoli proprio per riportare in condizione lui e David Neres.
NERES E LE SOLUZIONI SULLE FASCE - Il brasiliano può essere l'arma offensiva in più. Nella scorsa stagione fu proprio il passaggio alla difesa a tre a esaltarne le qualità, fino a farne il protagonista assoluto della Supercoppa, prima che un nuovo infortunio lo tenesse lontano dal campo per tutto il 2026. Sulle corsie Allegri valuta Giovanni Di Lorenzo come esterno a tutta fascia o l'energia di Costantino Favasuli, tra le poche note positive di queste settimane. Non è escluso un sistema ibrido: una finta linea a quattro con Beukema terzino bloccato e Leonardo Spinazzola libero di spingere sull'altro versante.
IL TERZETTO DIFENSIVO - Nessuna illusione di replicare i tempi della celebre BBC bianconera, ma un reparto composto da Beukema, Amir Rrahmani e Rafa Marín può garantire la solidità cercata. A una condizione: che l'intera squadra accetti un surplus di lavoro senza pallone. Qualcosa è già migliorato, come la gestione dei momenti della gara e la capacità di proteggersi attraverso il possesso, ma a Firenze sono riemersi limiti evidenti: letture superficiali, scarsa prontezza nel fiutare il pericolo e poca fame in area avversaria. Il recupero a pieno regime di Scott McTominay e Alisson aiuterà a crescere anche dalla trequarti in su.
Il primo passo, però, è uno solo: tornare impermeabili. Da lì, Allegri ne è convinto, può ripartire tutto il resto.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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