Daniel Maldini contro Francisco Conceição: domenica sera, alla Unipol Domus, Cagliari-Juventus mette di fronte due figli d'arte che hanno smesso di essere soltanto "figli di". Il numero 70 rossoblù e il 7 bianconero, per tutti Chico, sono attaccanti accomunati dal talento nei piedi e da padri ingombranti come Paolo Maldini e Sergio Conceição, che oggi possono assistere con orgoglio alla crescita dei loro ragazzi.

CAGLIARI-JUVENTUS, LA CLASSIFICA - La sfida arriva in un momento che capovolge le gerarchie della vigilia: i sardi sono quarti e guardano dall'alto la squadra di Luciano Spalletti. Che in Sardegna, peraltro, ha un conto in sospeso: lo scorso 17 gennaio i bianconeri dominarono in lungo e in largo, salvo uscire beffati da una prodezza di Mazzitelli. Stavolta toccherà a Chico prendere per mano la Juventus e condurla alla vittoria.

MALDINI, TRE GOL IN TRE GARE - Il figlio di Paolo si presenta all'appuntamento nel suo momento più brillante, e proprio domenica spegnerà venticinque candeline: un passaggio che coincide con la maturità finalmente trovata in rossoblù. È andato a segno nelle ultime tre giornate contro Lecce, Atalanta e Udinese, reti che hanno fruttato al Cagliari nove punti pesantissimi. Il suo allenatore, Fabio Pisacane, gli ha consegnato una fiducia senza riserve: «È un fuoriclasse al quale noi permettiamo anche di sbagliare». Una licenza che vale più di un elogio, perché libera la giocata.

LA SCOMMESSA DI GIULINI - Dietro l'exploit c'è anche l'intuizione del presidente Tommaso Giulini, che in estate ha voluto puntare sul figlio dell'amico Paolo, prelevandolo in prestito dall'Atalanta, interlocutore abituale del club sardo sul mercato da parecchie stagioni. Pisacane ha completato l'opera garantendogli minuti e spazio, e il ragazzo sta restituendo con gli interessi quanto ricevuto.

LE CADUTE E LA RISALITA - Il percorso di Maldini non è stato lineare. A Monza, a Bergamo e alla Lazio non era mai riuscito a dare continuità al proprio rendimento, finendo spesso per estraniarsi dalla manovra. Aveva conquistato l'azzurro e poi l'aveva smarrito; ora se l'è ripreso, perché Mancini lo ha voluto e gli ha dato credito, nonostante lo scivolone del 14 settembre, dopo la sfida di Bergamo: positivo all'etilometro e coinvolto in un incidente a Milano, al volante della sua Porsche, all'uscita da una discoteca. Con un cognome del genere, nulla è mai stato semplice. Ma a Udine, schierato dal primo minuto, ha timbrato ancora, pur con la complicità della retroguardia friulana: e quando i gol arrivano, certi passi falsi finiscono sullo sfondo.

FUORI DAL CAMPO - Papà Paolo, dopo averlo richiamato all'ordine, resta il suo primo sostenitore. Daniel, single, a Cagliari ha legato soprattutto con il gruppo degli italiani; nel tempo libero si concede lunghe partite alla PlayStation e la musica di Gué, e di recente, ospite di Radiolina, si è dipinto con un aggettivo disarmante: «pigro». In campo l'istinto lo porta a cercare il dribbling e la botta di destro, ma in Sardegna sta imparando a partecipare di più alla manovra, senza l'assillo di dover risolvere ogni azione da solo.

IL RISCATTO E LA LEVA ESPOSITO - Se tutto procederà senza intoppi, a giugno il Cagliari lo riscatterà, finanziando l'operazione con la cessione di Sebastiano Esposito: l'attaccante di cui Daniel ha raccolto l'eredità, girato in prestito gratuito al Sassuolo, dove si è guadagnato la Nazionale e ha visto lievitare sensibilmente la propria quotazione.

CONCEIÇÃO, IL PUPILLO DI SPALLETTI - Meno travolgente l'avvio di Chico: un solo centro in cinque partite, proprio contro l'Atalanta, più un assist. La Juventus, però, su di lui ha investito parecchio, strappandolo al Porto con la regia del solito Jorge Mendes, e in estate ha sbarrato la strada a una cessione che avrebbe garantito un incasso importante, malgrado gli estimatori non mancassero. Il motivo è semplice: Spalletti lo stima, e per lui un posto in campo, dal via o a gara in corsa, si trova sempre. Il profilo – racconta La Gazzetta dello Sport – è quello di un esterno che, come Maldini, vive di uno contro uno e di velocità: parte largo a destra per poi accentrarsi e calciare di sinistro. In famiglia il pallone è di casa: è uno dei cinque figli di Sergio, e due fratelli hanno scelto a loro volta il mestiere del calciatore.

SULLE ORME DI CRISTIANO RONALDO - Sulle spalle porta il 7, lo stesso numero del più illustre compagno di nazionale, Cristiano Ronaldo, e a Torino il parallelo prosegue anche lontano dal prato: con fidanzata e cagnolino al seguito, frequenta Casa Fiore, il locale che CR7 aveva eletto a ritrovo preferito. Vive in zona collina e conduce un'esistenza senza eccessi: la temperatura sale solo quando scende in campo. Arrivato in bianconero nel 2024, a 21 anni, nel 2025 è diventato a tutti gli effetti un patrimonio del club con un contratto a lunga scadenza, fino al 2030. Nel frattempo si è preso anche il Portogallo, con la Nations League vinta nel 2025 e la partecipazione all'ultimo Mondiale: un giocatore, ormai, di primissima fascia.

LA SOSTA CON LE NAZIONALI - Entrambi arrivano alla sfida dopo aver vestito, durante la lunga pausa, le maglie di Italia e Portogallo, con fortune opposte. Maldini non ha lasciato grandi tracce. Conceição, invece, ha chiuso anzitempo: espulso per doppia ammonizione contro la Norvegia dall'arbitro italiano Maurizio Mariani, che non ha apprezzato l'ironia del numero 14 lusitano.

LO SGUARDO DEI PADRI - Sergio, ultima esperienza italiana sulla panchina del Milan, è ora libero da vincoli dopo l'esonero di giugno all'Al-Ittihad e potrà seguire Chico più da vicino, con i consigli giusti. Paolo, dal canto suo, non ha mai smesso di farlo.

Domenica, per novanta minuti, saranno soltanto due padri davanti alla partita dei figli.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Ven 09 ottobre 2026 alle 10:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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