L'Atalanta ha vinto la Supercoppa Primavera battendo 4-3 la Fiorentina campione d'Italia all'Arena Civica Gianni Brera di Milano. Una finale che ha cambiato padrone cinque volte e che consegna ai nerazzurri il terzo trofeo della loro storia in questa competizione, pochi mesi dopo la Coppa Italia alzata sullo stesso prato. Successo costruito sulla tenacia più che sul dominio, con un ingresso dalla panchina a spostare gli equilibri quando la partita sembrava sfuggita di mano.
IL DESTRO DI COLOMBO - Il primo tempo consegna il pallino ai viola e la freddezza ai bergamaschi. Al 3' Pirro spreca il filtrante di Mazzeo, al 10' Corduneanu spedisce alto di testa su corner, al 13' il destro di Bonanno si stampa sul legno senza che nessuno ribadisca. Poi, nel momento di massima pressione toscana, arriva la sassata: al 15' Colombo si aggiusta il pallone e trova un destro imprendibile per Fei. Uno a zero, con la firma più pregiata della serata.
IL GOL ANNULLATO A PERILLO - La replica gigliata non produce il pareggio. Al 20' Corduneanu si accentra e calcia centralmente, al 35' Mazzeo brucia Isoa in progressione ma Sonzogni respinge in due tempi. Sotto la pioggia che inizia a bagnare il terreno, al 42' Fei esce provvidenzialmente su Adriano Ciapini lanciato in profondità. Nel recupero il raddoppio arriva davvero, con Perillo a chiudere l'assist dello stesso Ciapini, ma il Football Video Support pesca una posizione irregolare nell'azione fulminea e cancella tutto. Si va negli spogliatoi sull'1-0.
SETTE MINUTI CHE RIBALTANO TUTTO - La ripresa si apre con un frullatore di emozioni. Al 48' Corduneanu scheggia la traversa di testa su angolo, sulla respinta Mazzeo rientra sul destro e una doppia deviazione beffa Sonzogni: 1-1. Passano centoventi secondi e la Dea è di nuovo davanti, ancora una volta da palla ferma: cross millimetrico di Colombo dalla bandierina, sponda aerea di Rinaldi, deviazione di coscia di Perillo. Al 52', però, la Fiorentina rimette la testa fuori: Ademi serve dalla sinistra, Jallow controlla in area e Bonanno calcia di prima intenzione per il 2-2. Tre reti in un pugno di minuti, con le squadre allungate e i piedi che scivolano sull'erba fradicia.
IL RIGORE SULLA TRAVERSA - Lo spartiacque porta la data del 68'. Giuseppe Forte punta Leandri nell'uno contro uno, il contatto piede su piede c'è e il penalty è indiscutibile. Dal dischetto, però, Jallow spedisce il pallone sulla traversa. Tre giri di lancetta più tardi è ancora l'attaccante viola a chiamare Sonzogni a una respinta pesantissima da fuori area. Da quel momento l'inerzia cambia proprietario.
LA MOSSA DI BOSI E IL POKER DI CAKOLLI - Al 73' il tecnico nerazzurro getta nella mischia Dion Cakolli, e in nove minuti la finale prende un'altra direzione. Al 79', dopo una parata straordinaria di Fei proprio su un suo colpo di testa, il tentativo di Forte di anticipare Ciapini si trasforma in un'autorete sfortunata: 3-2. Tre minuti dopo il colpo del ko, con una punizione dai venticinque metri che disegna la traiettoria giusta all'ombra del primo palo. Ingresso da manuale, di quelli che decidono le coppe.
IL FINALE DA BRIVIDI - I toscani non si consegnano. Al 90'+1 Forte scarica una conclusione violentissima dalla distanza che si infila sotto l'incrocio e riapre i conti sul 4-3. Sessanta secondi più tardi il momento di paura vero: Sonzogni non trova il pallone su un traversone da destra, poi devia con la punta delle dita il tiro di Mazzeo, prima che Mastrodomenico fermi tutto per una carica in attacco. Poi il triplice fischio e la festa bergamasca.
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I NUMERI DELLA SUPERCOPPA - La terza Supercoppa della sua storia, la terza in sette anni, proietta l'Atalanta nel gruppo delle società più titolate nella manifestazione: Roma, Juventus e la stessa Fiorentina. Per i viola, invece, il conto si fa amaro: sette finali disputate, tre vinte, quattro perse. E tre sconfitte su tre quando dall'altra parte ci sono i nerazzurri. Vale la pena ricordare il meccanismo del trofeo: si affrontano la campionessa d'Italia e la detentrice della Coppa Italia. Lo scudetto era finito in Toscana, la coppa nazionale a Bergamo. Alla fine è arrivato anche il resto.
I PRECEDENTI DEL 2019 E DEL 2020 - Le due edizioni vinte in passato si erano giocate entrambe alla New Balance Arena. Nel 2019 la squadra di Massimo Brambilla si impose 2-1 sulla formazione allenata da Bigica, con Roberto Piccoli tra i marcatori: oggi è un attaccante del Bologna. Nel gennaio del 2021, atto conclusivo dell'edizione 2020, arrivò il bis contro la Fiorentina di Alberto Aquilani, regolata per 3-1. Più indietro nel tempo resta l'unica delusione: nel 2008 l'Atalanta di Alessio Pala uscì sconfitta dal dischetto contro la Sampdoria di Fulvio Pea.
UN SETTORE GIOVANILE CHE VINCE - Il valore della serata va oltre il tabellino. Battere i tricolori in carica dopo essere stati ripresi due volte e aver rischiato di capitolare su rigore racconta di un gruppo profondamente rinnovato che possiede carattere. Vale anche per gli avversari, ricostruiti in profondità al punto da mandare in campo un 2011 come Mbakhane Kane. E c'è un dettaglio geografico che aggiunge sapore: l'Arena Civica aveva già ospitato il 29 aprile la Coppa Italia strappata alla Juventus ai rigori, con Isoa a firmare il pareggio al 95'. Stavolta l'ex eroe è rimasto in ombra, ma il finale non è cambiato.
Per Bosi, alla quarta stagione sulla panchina nerazzurra, è il secondo trofeo in pochi mesi. Il campionato dirà altro: stasera, però, Milano ha parlato bergamasco.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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