La generazione di Samuele Inacio non ha mai visto l'Italia a un Mondiale, eppure per il diciottenne cresciuto a Bergamo non è mai esistita un'alternativa all'azzurro. A raccontarlo è il padre, Inacio Pià, ex attaccante di Napoli e Atalanta, in una lunga intervista concessa a la Repubblica. Partendo da una ferita che in famiglia è ancora aperta: «A casa ne parliamo spesso, gli brucia».

IL SOGNO AZZURRO - La chiamata della Nazionale maggiore ha avuto il sapore di un traguardo inseguito da sempre: «Samu l'Italia l'ha scelta e sognata, la convocazione lo ha riempito di gioia». Una felicità vissuta con equilibrio, come tiene a sottolineare lo stesso Pià, consapevole che il percorso è appena cominciato: per tutta la famiglia, spiega, si tratta «solo di un piccolo passo».

IL NO AL BRASILE - Sul pressing della Seleção il padre non nasconde nulla. I contatti sono stati numerosi, già prima del Mondiale Under 17 e poi in vista delle qualificazioni olimpiche con l'Under 20: «Il Brasile ci ha contattati tante volte». Ma la decisione, nata da un legame profondo con la città in cui è nato e cresciuto, non è mai stata in discussione: «Samuele voleva solamente l'Italia». Una scelta di cuore, prima ancora che di carriera.

UN TALENTO DI FAMIGLIA - In una famiglia di calciatori che comprende anche lo zio Joelson, Samuele sembra avere qualcosa in più. Pià prova a evitare l'enfasi del genitore, ma il giudizio è netto: «Inacio ha un talento diverso e un potenziale superiore». E sul ruolo traccia l'identikit di un giocatore completo: «È il classico numero 10, molto creativo», capace però di adattarsi anche da seconda punta o da esterno, con intelligenza tattica e forza fisica per entrambe le fasi.

LA SCELTA DEL DORTMUND - A differenza del padre, rimasto sempre in Italia, il figlio ha scelto di lasciare l'Atalanta per la Germania, avviando un percorso di crescita costruito con la maglia del Borussia. Una decisione di cui oggi non c'è da pentirsi: «In Germania è felicissimo». Alla base, la voglia di un'esperienza anche umana lontano da casa, nonostante il corteggiamento dell'Atletico Madrid.

LA LEZIONE TEDESCA - Il racconto diventa anche l'occasione per una riflessione sul calcio italiano. Il materiale, secondo Pià, non manca, ma manca il coraggio: «Serve più coraggio e pazienza, buttare dentro i giovani e aspettarli». In Germania, osserva, il metodo è diverso: «Scelgono su chi puntare e lo fanno in fondo».

IL FUTURO - E un ritorno nel campionato italiano? Nessuna chiusura, ma nemmeno distrazioni: «La Serie A? Mai dire mai, ma ora è focalizzato sul Dortmund». Il presente, insomma, è tutto in giallonero, con la maglia azzurra come nuova motivazione.

Da Bergamo a Dortmund, con l'Italia nel cuore: la storia di Samuele Inacio è appena all'inizio.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 05 ottobre 2026 alle 15:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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