Sarri e l'Europa, un obiettivo che il tecnico continua a ritenere alla portata nonostante la classifica dica altro. Ricevuto dalla redazione di Bergamo del Corriere della Sera, Maurizio Sarri ha collocato l'Atalanta nella gerarchia del campionato, ha spiegato perché i tempi delle sue esperienze non sono confrontabili e ha riconosciuto il debito con un ambiente che, dice, lo ha accolto esattamente come immaginava.

LA FASCIA DI MERITO - Davanti all'obiezione che qualunque classifica economica, dagli investimenti al fatturato, colloca la squadra tra le candidate all'Europa, il tecnico non arretra: «Resto convinto che questa Atalanta abbia un organico competitivo, che vale la lotta per la zona Europa». Il problema è la distanza tra potenziale e campo, e lo ammette senza ripararsi: finora i nerazzurri non hanno dimostrato di meritarla, «e questo è il mio grande rammarico». Una fotografia che i numeri di questo avvio di stagione confermano.

DOVE SIAMO - Alla domanda secca su dove si trovi oggi l'Atalanta in questa Serie A, la risposta è altrettanto secca e vale un titolo: «Adesso siamo un po' nella terra di mezzo». Né tra le grandi né tra chi lotta per restare: una zona grigia che il tecnico descrive senza drammatizzare, ma anche senza abbellirla.

OGNI STORIA È DIVERSA - Sui tempi necessari per vedere la sua squadra, Sarri rifiuta la scorciatoia dei precedenti: «Non c'è una risposta, ogni esperienza ha una sua storia». A Napoli aveva trovato un gruppo già strutturato, con il Chelsea era partito benissimo, alla Juventus aveva incontrato difficoltà iniziali, alla Lazio un calcio non lontano dal suo. Casi che, nella sua lettura, non si possono sovrapporre a quello bergamasco, dove ha trovato l'esatto contrario del suo modo di giocare.

IL DEBITO CON BERGAMO - Il passaggio più sentito riguarda la pazienza dei tifosi, che qualcuno comincia a perdere. Il tecnico la riconosce e la onora: «Sappiamo di dovere tanto al mondo Atalanta». Quello che ha trovato, dice, è esattamente ciò che pensava guardando da fuori, una proprietà sempre presente al fianco della squadra, una dirigenza seria, impianti e pubblico da applausi. Il rammarico è di non aver ancora ripagato tutto questo come merita, e la chiusura è un impegno a scadenza: «Adesso tocca a noi. Da lunedì il tempo degli alibi è finito».

Un organico da Europa, una classifica da terra di mezzo e un debito da saldare: Sarri ha scelto di dirlo a voce alta, assumendosi il peso di quello che verrà.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 18:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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