Il ritorno di Maurizio Sarri all'Allianz Stadium, domenica 20 settembre alle 18, ha una storia alle spalle che vale la pena ricordare: il tecnico toscano ha guidato la Juventus per una sola stagione, la 2019-20, chiusa con lo scudetto conquistato a luglio e con l'esonero ad agosto, pochi giorni dopo l'eliminazione agli ottavi di Champions League contro il Lione.
L'ARRIVO - Sarri arrivò a Torino nell'estate del 2019 dal Chelsea, con cui aveva appena vinto l'Europa League, dopo il triennio a Napoli che lo aveva reso il simbolo di un calcio di possesso e di ritmo. La Juventus lo scelse per cambiare identità dopo gli anni di Allegri, affidandogli una rosa costruita attorno a Cristiano Ronaldo.
LO SCUDETTO - Il campionato, interrotto dalla pandemia e concluso in estate, si chiuse con il nono titolo consecutivo bianconero: un traguardo raggiunto con qualche affanno nel finale, ma raggiunto. Fu il primo scudetto della carriera di Sarri, dopo il secondo posto a 91 punti con il Napoli nel 2018.
L'ADDIO - L'eliminazione dalla Champions, a Torino, contro il Lione, nonostante la vittoria per 2-1 nel ritorno, costò al tecnico la panchina: la società annunciò la separazione l'8 agosto 2020 e affidò la squadra a Pirlo. Da allora Sarri ha allenato la Lazio, ed è arrivato all'Atalanta nell'estate 2026 come quarto tecnico in dodici mesi, con il compito di dare al club una nuova identità.
IL RITORNO - All'Allianz Sarri non è mai tornato con la Lazio da vincitore, e domenica lo fa con una squadra che ha bisogno di una risposta dopo due sconfitte consecutive. Per il tecnico che ha chiesto tempo al popolo atalantino è una partita che pesa doppio, personale e sportiva; per la Juventus di Spalletti è l'incrocio con un ex che a Torino ha lasciato un titolo e un'amarezza. I precedenti recenti, dall'1-1 di settembre allo 0-1 di aprile, appartengono ad altri allenatori.
Un titolo, un esonero, sei anni. Domenica Sarri riapre una porta che a Torino si era chiusa in fretta.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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