Il procedimento sul mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della candidatura alla presidenza della FIGC non si chiude. Anzi, cambia di mano: il procuratore generale dello Sport presso il CONI, Ugo Taucer, avrebbe deciso di avocare a sé il dossier, giudicando «irragionevole» la volontà della Procura federale di archiviare.

IL NUOVO SCAMBIO CON CHINÈ - La svolta sarebbe maturata al termine di un ulteriore carteggio tra il magistrato e il procuratore federale Giuseppe Chinè – secondo quanto riferisce l'agenzia LaPresse –. La Federcalcio avrebbe ribadito anche in questa occasione che il requisito risultava soddisfatto pur in assenza di un tesseramento formale, ma la tesi non avrebbe convinto l'organo superiore.

COSA SIGNIFICA L'AVOCAZIONE - Il termine tecnico ha un significato preciso: l'ufficio sovraordinato prende direttamente in carico il procedimento, sottraendolo alla Procura federale che era orientata all'archiviazione. Il fascicolo, dunque, non viene chiuso, ma transita sotto la gestione della Procura generale dello Sport. Salta così l'ipotesi di archiviazione formulata dalla Procura federale.

IL CUORE DELLA QUESTIONE - Al centro resta un principio in apparenza formale: chi si candida alla presidenza di una federazione deve essere in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura. È sull'interpretazione di questa clausola che si gioca l'intera vicenda, diventata uno dei dossier istituzionali più delicati dello sport italiano.

LA PALLA A BUONFIGLIO - La documentazione sarebbe stata trasmessa al Comitato olimpico nazionale, chiamando in causa il presidente Luciano Buonfiglio alla «luce dei potenziali profili di inosservanza dei principi informatori». Un passaggio che sposta il baricentro della partita dal terreno della giustizia sportiva federale a quello, più ampio, dell'ordinamento olimpico.

IL TEMA IN GIUNTA - Il caso dovrebbe essere sfiorato anche nella Giunta nazionale del CONI ormai imminente, alla quale parteciperà lo stesso Malagò nella sua veste di membro del CIO. Improbabile, però, che in quella sede arrivi una decisione nel merito: i profili giuridici e interpretativi sono tali da richiedere ulteriori approfondimenti.

LA SERENITÀ DEL PRESIDENTE - Nelle scorse ore il numero uno della Federcalcio aveva ribadito la propria tranquillità, escludendo di temere un'eventuale decadenza dalla carica. L'intervento della Procura generale, però, riapre uno scenario che sembrava incamminato verso la chiusura.

GLI SCENARI POSSIBILI - Se il tesseramento venisse ritenuto indispensabile già all'atto della candidatura, occorrerebbe stabilire quali effetti ne deriverebbero sulla posizione del presidente e sugli atti compiuti dopo l'elezione. Un nodo che nessuno, al momento, ha ancora sciolto.

La prossima fase dirà molto sull'orientamento del Comitato olimpico. E, con esso, sul futuro di via Allegri.

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Sezione: Serie A / Data: Mar 15 settembre 2026 alle 06:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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